giovedì 10 dicembre 2009

il teatro delle emozioni

 

 
Insomma..ieri (cellulare e auricolare alla mano per seguire l'inter anche in questa circostanza, e non sarebbe stato possibile il contrario) mi dirigo all'Amigdala di Trezzo senza nessuna aspettativa.
I nomi erano tre: Max Tundra di Londra, Niobe, alias Yvonne Cornelius, e questi Dodos di Frisco, tre ragazzoni americani con tutti gli stereotipi degli americani...
Già Max Tundra (il piccolo Ben Jacobs all'anagrafe) lascia spiazzati...un pazzo che non sa stare fermo (e che in effetti non fa stare fermi), e che suona gli strumenti più assurdi, accompagnandosi a basi elettroniche, chitarre elettriche, melodiche, strane tastiere e sintetizzatori...e canta, canta come farebbe un personaggio dei fumetti, consapevole della propria bravura e simpatia.
 

 
Poi arriva il turno di Niobe, e nel frattempo il mio umore inizia anche a migliorare perchè l'inter segna...e segna due goal. Lei appartiene ad un genere che io amo, si presenta con un deejay dal tipico aspetto dandy (a cena niente di sbagliato, un'insalatina prima della solita pasta, penne al sugo, per la precisione), i capelli che ondeggiano ad ogni movimento (pare che sia stata vista anche in bigodini per mantenere la piega), una musica retrò e ricercata..il deejay continua a smanettare (e nulla mi toglie dalla testa che stia solo facendo scena su noi poveri mortali), sento che è troppo snob anche per me... e devo dire che non mi lascia granchè...fino a quando non la vedo ballare come una pazza davanti ai tre Dodos di Frisco, lasciando perdere ogni decoro...E in effetti è quasi impossibile non farsi prendere da questi tre...sono davanti alla batteria, incantata da Logan Kroeber che non si risparmia, ha le bachette consumate, un tamburello legato ad un piede, invece del pedale sulla grancassa... suonano così dannatamente all'unisono, il cantante arpeggia su una chitarra acustica e fa un uso finalmente intelligente della pedaliera, degli effetti, mentre Joe Haener suona lo xilofono con gli archetti, insomma riescono a far uscire da quelli strumenti dei suoni impensabili fino a quel momento, sostenuti dalle percussioni di Kroeber che continua a tergersi il sudore. La partita è finita già da un po', ed io rimango fino alla fine incredula davanti a quello spettacolo del tutto insperato e inaspettato.
 

 

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