domenica 31 gennaio 2010

attenti a quei due

 
Due si presta solitamente ad ogni genere d'interpretazione per quanto riguarda la coppia...
Quando ero piccola queste due serie mi affascinavano molto e allo stesso tempo mi davano tranquillità...In effetti anche i polizieschi erano più pacati...
 

La serie The Persuaders (in Italia Attenti a quei due) gioca sulla forte diversità dei due personaggi, rivali e amici impegnati in scanzonate avventure ambientate attraverso l'Europa, tra belle donne, automobili di lusso e fine humour inglese. La precipitosa chiusura della serie, di cui infatti non esiste un episodio conclusivo, fu determinata da numerose concause mai completamente chiarite. Le due principali furono lo scarso successo che ottenne negli Stati Uniti (a fronte di ascolti record in Europa), forse dovuto alle sue caratteristiche, per quei tempi fin troppo innovative e ironiche per il pubblico statunitense; a questo si aggiunse la volontà di Roger Moore di vestire i panni di James Bond.
 

Di Attenti a quei due rimane celebre anche il motivo musicale della sigla, uno dei più famosi e riconoscibili della storia televisiva, composto da John Barry, già autore delle musiche dei film di James Bond, che utilizzò uno strumento di origine araba, il Qanun.
 

Per quanto riguarda The Avengers (in Italia Agente speciale) tutte le stagioni sono state realizzate in Inghilterra, dal gennaio 1961 al settembre 1969, le prime 4 in b/n e le ultime 2 a colori per un totale di 161 episodi. La sigla di coda della serie è il brano Avengers (di G. Ferrio, P. Cassia e F. Monti Arduini), cantato da Nancy Cuomo. Fu un notevole successo, anche radiofonico.
 

Nella quarta stagione, con l'arrivo di Diana Rigg nel ruolo della provocante Emma Peel, la serie arriva all'apice del successo, con storie dominate dalla spumeggiante ironia dei protagonisti in un ambiente surreale con chiaro richiamo anglosassone.
 

L'avvento del colore arriva con la quinta serie e la consacrazione definitiva del serial, anche negli USA, ne fa uno dei telefilm di maggior successo.
 

sabato 30 gennaio 2010

ad personam
(la crisi morale di Taormina)

 

«Conosco bene il modo con cui Berlusconi chiede ai suoi legali di fare le leggi ad personam, perché fino a pochi anni fa lo chiedeva a me. E, contrariamente a quello che sostiene in pubblico, con i suoi avvocati non ha alcun problema a dire che sono leggi per lui. Per questo oggi lo affermo con piena cognizione di causa: quelle che stanno facendo sono norme ad personam».

Carlo Taormina, 70 anni, è stato uno dei legali di punta del Cavaliere fino al 2008, quando ha mollato il premier e il suo giro – uscendo anche dal Parlamento – a seguito di quella che lui ora chiama «una crisi morale». Ormai libero da vincoli politici, in questa intervista a Piovonorane dice quello che pensa e che sa su Berlusconi e le sue leggi.

Avvocato, qual è il suo parere sulle due norme che il premier sta facendo passare in questi giorni, il processo breve e il legittimo impedimento?
«La correggo: le norme che gli servono per completare il suo disegno sono tre. Lei ha dimenticato il Lodo Alfano Bis, da approvare come legge costituzionale, che è fondamentale».

Mi spieghi meglio.
«Iniziamo dal processo breve: si tratta solo di un ballon d’essai, di una minaccia che Berlusconi usa per ottenere il legittimo impedimento. Il processo breve è stato approvato al Senato ma scommetterei che alla Camera non lo calendarizzeranno neanche, insomma finirà in un cassetto».

E perché?
«Perché il processo breve gli serve solo per alzare il prezzo della trattativa. A un certo punto rinuncerà al processo breve per avere in cambio il legittimo impedimento, cioè la possibilità di non presentarsi alle udienze dei suoi processi e di ottenere continui rinvii. Guardi, la trattativa è già in corso e l’Udc, ad esempio, ha detto che se lui rinuncia al processo breve, vota a favore del legittimo impedimentoı».

E poi che succede? Che c’entra il Lodo Alfano bis?
«Vede, la legge sul legittimo impedimento è palesemente incostituzionale, e quindi la Consulta la boccerà. Però intanto resterà in vigore per almeno un anno e mezzo: appunto fino alla bocciatura della Corte Costituzionale. E Berlusconi nel frattempo farà passare il Lodo Alfano bis, come legge costituzionale, quindi intoccabile dalla Consulta».

Mi faccia capire: Berlusconi sta facendo una legge – il legittimo impedimento che già sa essere incostituzionale?
«Esatto. Non può essere costituzionale una legge in cui il presupposto dell’impedimento è una carica, in questo caso quella di presidente del consiglio. Non esiste proprio. L’impedimento per cui si può rinviare un’udienza è un impegno di quel giorno o di quei giorni, non una carica. Ad esempio, quando io avevo incarichi di governo, molte udienze a cui dovevo partecipare si facevano di sabato, che problema c’è? E si possono tenere udienze anche di domenica. Chiunque, quale che sia la sua carica, ha almeno un pomeriggio libero a settimana. Invece di andare a vedere il Milan, Berlusconi potrebbe andare alle sue udienze. E poi, seguendo la logica di questa legge, la pratica di ottenere rinvii potrebbe estendersi quasi all’infinito. Perché mai un sindaco, ad esempio, dovrebbe accettare di essere processato? Forse che per la sua città i suoi impegni istituzionali sono meno importanti? E così via. Insomma questa legge non sta in piedi, è destinata a una bocciatura alla Consulta. E Berlusconi lo sa, ma intanto la fa passare e la usa per un po’ di tempo, fino a che appunto non passa il Lodo Alfano bis, con cui si sistema definitivamente».

Come fa a esserne così certo?
«Ho lavorato per anni per Berlusconi, conosco le sue strategie. Quando ero il suo consulente legale e mi chiedeva di scrivergli delle leggi che lo proteggessero dai magistrati, non faceva certo mistero del loro scopo ad personam. E io gliele scrivevo anche meglio di quanto facciano adesso Ghedini e Pecorella».

Tipo?
«Quella sulla legittima suspicione, mi pare fossimo nel 2002. Gli serviva per spostare i suoi processi da Milano a Roma. Lui ce la chiese apertamente e noi, fedeli esecutori della volontà del principe, ci siamo messi a scriverla. E abbiamo anche fatto un bel lavoretto, devo dire: sembrava tutto a posto. Poi una sera di fine ottobre, verso le 11, arrivò una telefonata di Ciampi».

Che all’epoca era Presidente della Repubblica.
«Esatto. E Ciampi chiese una modifica».

Quindi?
«Quindi io dissi a Berlusconi che con quella modifica non sarebbe servita più a niente. Lui ci pensò un po’ e poi rispose: “Intanto facciamola così, poi si vede”. Avevo ragione io: infatti la legge passò con quelle modifiche e non gli servì a niente».

Pentito?
«Guardi, la mia esperienza al Parlamento e al governo è stata interessantissima, direi quasi dal punto di vista scientifico. Ma molte cose che ho fatto in quel periodo non le rifarei più. Non ho imbarazzo a dire che ho vissuto una crisi morale, culminata quando ho visto come si stava strutturando l’entourage più ristretto del Cavaliere.

A chi si riferisce?
«A Cicchitto, a Bondi, a Denis Verdini, ma anche a Ghedini e Pecorella. Personaggi che hanno preso il sopravvento e che condizionano pesantemente il premier. E l’hanno portato a marginalizzare – a far fuori politicamente – persone come Martino, Pisanu e Pera. E adesso stanno lavorando su Schifani».

Prego?
«Sì, il prossimo che faranno fuori è Schifani. Al termine della legislatura farà la fine di Pera e Pisanu».

Ma mancano ancora tre anni e mezzo alla fine della legislatura...
«Non credo proprio. Penso che appena sistemate le sue questioni personali, diciamo nel 2011, Berlusconi andrà alle elezioni anticipate».

E perché?
«Perché gli conviene farlo finché l’opposizione è così debole, se non inesistente. Così vince un’altra volta e può aspettare serenamente che scada il mandato di Napolitano, fra tre anni, e prendere il suo posto».

Aiuto: mi sta dicendo che avremo Berlusconi fino al 2020?
«E’ quello a cui punta. E in assenza di un’opposizione forte può arrivarci tranquillamente. L’unica variabile che può intralciare questo disegno, più che il Pd, mi pare che sia il centro, cioè il lavorio tra Casini e Rutelli. Ma se questo lavorio funzionerà o no, lo vedremo solo dopo le regionali».

(espresso.repubblica.it)

 

meno tre (ormai è diventato il gioco delle associazioni libere...)

 

Tre perchè è il numero perfetto....Beh..meglio gli Angeli rispetto a tanta altra roba...e comunque se faccio il gioco delle associazioni libere pensando al numero tre questo è tutto quello che mi viene in mente...
 

 
...e poi se solo il triangolo non tendesse sempre ad essere isoscele ma provasse ad essere un po' più equilatero sarebbe anche molto meglio per tutti...
 

 

venerdì 29 gennaio 2010

bye bye, arese!

 

E così è passato anche questo mese tra la gente bizzarra che popola i call center e che non smetterà mai di stupirmi con le sue stranezze. Ma probabilmente ci vado a nozze con questa popolazione precaria perchè ne ho sempre fatto parte anch'io....Quanto al resto,a volte è stato veramente pesante ma ce l'ho fatta...e ora mi merito solo un po' di libertà...



Ma alla fine settimana
il riposo ci fa bene
noi andremo senza pensieri
dagli amici a Moncalieri...

(Rino Gaetano)

 

meno 4

 
Quattro è un numero benaugurale...perchè ricorda i quattro elementi (aria, fuoco, terra, acqua), i quattro punti cardinali...e insomma dà sicurezza...
 

 
...e a proposito di sicurezza, eccone una che dà anni soffre sul campo e che finalmente ha iniziato a raccogliere i frutti per tanto lavoro...e anche ieri mi sono proprio divertita...

 

 

giovedì 28 gennaio 2010

gimme five!

 

 

 

 

mercoledì 27 gennaio 2010

meno 6

 
A proposito di sei, che è anche il mio numero preferito:


Nella Smorfia il numero 6 è "quella che guarda per terra" (la vulva).

Il Milan, in omaggio a Franco Baresi durante la partita di addio ha ritirato la maglia numero 6.


« Sei è un numero perfetto di per sé, e non perché Dio ha creato il mondo in sei giorni; piuttosto è vero il contrario. Dio ha creato il mondo in sei giorni perché questo numero è perfetto, e rimarrebbe perfetto anche se l'opera dei sei giorni non fosse esistita. »

(Sant'Agostino d'Ippona da La città di Dio)

 

la cucina dell'anima

 

Abbiamo tutti i bisogni primari del piacere: cibo, sesso, alcool e una colonna sonora favolosa (passando per il mal di schiena del protagonista).
Il film mescola funky e rythm & blues con hip hop, “rebetiko” greco e di Hans Albers, uno dei più popolari attori-cantanti tedeschi degli anni ‘30 e ‘40) e un bel lieto fine..chi l'avrebbe mai detto che Fatih Akin sarebbe riuscito pure a far ridere?
 

 
Si tratta di una commedia che si richiama, come afferma il cineasta stesso, allo "heimat film, un genere cinematografico tedesco degli anni ’50. E’ una storia che parla di casa, intesa come luogo della famiglia e degli amici…avevo voglia di realizzare un film sul concetto di casa, non come luogo definito da una nazionalità tedesca o turca che sia, non come un luogo geografico, ma come condizione esistenziale e come stato mentale". In effetti, l’intera vicenda ruota intorno al ristorante che dà il titolo al film e ai personaggi che bene o male ci hanno a che fare. Le scelte di Akin sono decisioni di stile, perché l’originalità è il tratto distintivo di Soul Kitchen, che, anche quando sfocia nel surreale e nel grottesco, non perde la propria radicazione nella realtà.
 


 
Gli affetti, l’amicizia, la solidarietà, l’amore, il riscatto sociale, il mantenimento delle proprie tradizioni, l’integrazione: tutto si mescola in una Amburgo vivace e affascinante che non è solamente ambientazione, ma elemento fondante del film.
 

 
L’estro della sceneggiatura, che mette in campo anche alcuni elementi autobiografici (l’ernia del disco e il singolare osteopata turco che risolve in modo brutale ed efficace il problema), si sposa con un ritmo veloce e un montaggio serrato, con una macchina da presa che non molla mai i personaggi, ma li insegue ovunque, e con un impiego "drammaturgico" della luce. La colonna sonora è essenziale al film di Akin, che utilizza una regia davvero musicale e soul. In ultimo, vale soffermarsi sulla incredibile galleria di personaggi, fra i quali spiccano il comico ristoratore Zinos, l’astorico costruttore di barche Sokrates e lo chef mentore Shayn.

(Angelica Tosoni, www.spaziofilm.it)
 

 
Tracklist

cd 1
1. Rated X / Kool & The Gang
2. Hicky Burr / Quincy Jones
3. I Don't Know / Ruth Brown
4. Brown Bag / Ivan "Boogaloo Joe" Jones
5. We Got more soul / Dyke & the Blazers
6. Get The Money / Mongo Santamaría
7. Don’t dio it / Syl Johnson
8. (Ain't That) Good News / Sam Cooke
9. Get down / Curtis Mayfield
10. To Sxoleio / Olympians - Pasxalis
11. I want to be your man / Roger
12. The creator has a masterplan / Louis Armstrong
13. It's Your Thing / The Isley Brothers
14. Disko / Jan Delay

cd 2
1.Walking in Dub / Burning Spear
2.Soundhaudegen / Jan Delay Feat Sillywalks
3.Frangosiriani / Locomondo
4.Manolis / Shantel
5.Mission of Love / Love Ravers
6.Sing Song Girl / Er France
7.Moon Shayn / Bad Boy Boogiez
8.Arcilla / Steven Pfeffer
9.To Blues Tou Paliokaravou / Pavlos Sidiropoulos
10.Steve’s La Paloma / Steve Baker
11.Sisters Keepers / Turtle Bay Country Club
12.Gang & Gäbe / Mo'Rich & Dennis Depri
13.Das Letzte Hemd / Hans Albers

 

martedì 26 gennaio 2010

psychiatric help!

 

Si cerca urgentemente consulto di qualunque tipo: ...psicologico, psicoterapeutico e psichiatrico... se poi qualcuno ha terapie alternative... meglio ancora...

 

again

 
 
Non ha nemmeno più senso questo countdown.
Davvero, non c'è niente da festeggiare.
Proprio niente.
Almeno non sentissi tanto freddo.

 
 

meno sette

 
Scoperti finalmente i nomi dei sette nani...sono:
 
BRONTOLO
DOTTO
EOLO
MAMMOLO
CUCCIOLO
PISOLO
GONGOLO
 

 
7 SONO I RE, 7 SONO I RE
il primo ha preso tutto,
per portarselo con se
per fare il seppellito in una tomba ingorda
nessun piccolo fiore nessuno che ricorda...
6 SONO I RE, 6 SONO I RE
il sesto amava tutto
quello che non fa per me
potere, veleno, cemento, benzina
l’ hanno trovato matto
sposato ad una gallina
5 SONO I RE, 5 SONO I RE
il quinto se non spara non é fiero di se...
4 SONO I RE, 4 SONO I RE
la quarta era regina del prét-à-porter
femmina lasciva tradì la sua natura
si mise a fare il maschio
e pagò la sua impostura...
3 SONO I RE, 3 SONO I RE
questo era chiamato ‘Nontiscordardimè’
perchè metteva foto giganti del suo viso
rimase incastrato nel suo proprio sorriso
2 SONO I RE, 2 SONO I RE
litigano bene si odiano perchè
uno é figlio d’arte,
l’altro fuma il narghilè!?

CADONO TUTTI I RE DEL MONDO
SALTANO IN UN GIROTONDO......
PERDONO SOLI CONTRO IL MONDO
RIDONO IL MATTO, IL VAGABONDO

(Bandabardò)

lunedì 25 gennaio 2010

buona la prima!

 

 
Non si può mai sapere che cosa si deve volere perché si vive una vita soltanto e non si può né confrontarla con le proprie vite precedenti, né correggerla nelle vite future. [...]. Non esiste alcun modo di stabilire quale decisione sia la migliore, perché non esiste alcun termine di paragone. L'uomo vive ogni cosa subito, per la prima volta, senza preparazioni. Come un attore che entra in scena senza avere mai provato. Ma che valore può avere la vita se la prima prova è già la vita stessa? Per questo la vita somiglia sempre ad uno schizzo. Ma nemmeno "schizzo" è la parola giusta, perché uno schizzo è sempre un abbozzo di qualcosa, la preparazione di un quadro, mentre lo schizzo che è la nostra vita è uno schizzo di nulla, un abbozzo senza quadro.

(Milan Kundera, L'insostenibile leggerezza dell'essere)

 

l'unica alternativa

 

 
ANSA: Sconfitto contro ogni pronostico nel seggio di Milano, Berlusconi è costretto ad ammettere che l'inter è l'unica vera alternativa al suo strapotere politico.

 

3x8=24

 

 
Questo perchè qualche giorno fa la discussione verteva sulle ore di una giornata. Otto ore per lavorare, otto ore per dormire...e otto ore per fare tutto il resto, cioè vivere. Insomma..otto ore non bastano proprio. Sono troppo poche. Secondo una giusta suddivisione dovrebbero essere sei ore per lavorare (ma con uno stipendio decente) e sei ore per dormire, in modo che rimangano dodici ore per vivere, da impiegare, una volta svolte le pratiche quotidiane, come uno meglio crede. Sei ore per dormire sembrano troppo poche? Beh..se fossimo meno stressati sarebbero utili solo sei ore...I monaci tibetani che conducono una vita di meditazione ne sfruttano al massimo quattro. Insomma...qualcosa bisognerà pur cambiarla per non perdere il senso delle cose, no?
Bisogna uscire del gioco di squadra VIVI, PRODUCI, MUORI. La vita va goduta.

E' un mio diritto. E' un diritto di tutti.

 

domenica 24 gennaio 2010

per pochi attimi

L'atmosfera giusta per una malinconica domenica. Andrea Bruschi non convince completamente ma il pezzo è così suggestivo e la traduzione creativa di Francesco Bianconi rende la storia appassionante...
 

 
Guardami negli occhi
ci indovini dentro una fotografia.
Brutte cicatrici
su una vita mal rasata
questo sono io.
Questa tragicomica
folle compravendita
siamo io e te.
Per pochi attimi
in più del solito
ti ucciderei così
quasi mia
semi-dea
qui con me.
Guarda le mie vene
analizza bene
la radiografia.
Vecchie cicatrici
di una vita trascurata
questo sono io.
Questa disarmionica
musica sinfonica
siamo io e te.
Per pochi attimi
in più del solito
ti ucciderei così,
quasi dolce
quasi dea
qui con me.
Per pochi spiccioli
in più del solito
fatti portare via
viva o morta
via di qui
via con me.
Per pochi attimi.
Vivo per te
e tu dici addio.
Rido con te
in un sogno mio
di angeli e re.
Io vengo da te
per pochi attimi
in più del solito
ti ucciderei così
quasi dolce
quasi dea
qui per me.
Per pochi attimi.

(Marti, Per pochi attimi)

 

le scale

 

 
Finalmente Milano dedica un po' di spazio alla musica....

 

meno nove

 

 
Anche il silenzio
è una risposta.

 

sabato 23 gennaio 2010

come in un palazzo di ghiaccio

 

 
 
Si era creato un mondo in cui ci limitavamo ad esistere,
dove ognuno di noi aveva il suo posto.
Come in un palazzo di ghiaccio.

 
 

 
 
La mia crisi è cominciata un anno fa: pensieri sulla morte, preoccupazione sulla mia precarietà.
A cosa serve lo scopo creativo, che fine ha?
Quale traguardo?

(Renata)

 

Ecco un blog di cinema in cui ho trovato una bellissima esposizione del film:

stradeperdute.wordpress.com

residence donne acquario

 

 
Se proprio devo scegliere come e dove passare la mia vecchiaia voglio una casa al mare...proprio come quella che aveva Jill delle Charlie's Angels, dove andava a riflettere nei momenti di crisi, o come quella di Eve in Interiors. A questo punto il pentolino del brodo tanto decantato da mia mamma è ininfluente....
 

 

the final countdown

 

 

venerdì 22 gennaio 2010

trascende ogni mio controllo

 

 
Laura mi ha fatto venire in mente questa favola di Esopo (attribuita..che non sia mai...), dai forti connotati psicologici che mi ha ricordato quella battuta che dice sempre Marinella:

La vita ci serve sempre la stessa minestra,
finchè non ne abbiamo abbastanza


Pensavo proprio a questo...a quante volte mi è capitato di mettere alla prova le persone che dico di amare. E queste prove non le ha mai superate nessuno. Ma non riesco proprio a farne a meno. Accidenti a me.

Uno scorpione doveva attraversare un fiume, ma non sapendo nuotare, chiese aiuto ad una rana che si trovava lì accanto. Così, con voce dolce e suadente, le disse: "Per favore, fammi salire sulla tua schiena e portami sull'altra sponda." La rana gli rispose "Fossi matta! Così appena siamo in acqua mi pungi e mi uccidi!" "E per quale motivo dovrei farlo?" incalzò lo scorpione "Se ti pungessi, tu moriresti ed io, non sapendo nuotare, annegherei!" La rana stette un attimo a pensare, e convintasi della sensatezza dell'obiezione dello scorpione, lo caricò sul dorso e insieme entrarono in acqua.
A metà tragitto la rana sentì un dolore intenso provenire dalla schiena, e capì di essere stata punta dallo scorpione. Mentre entrambi stavano per morire la rana chiese all'insano ospite il perché del folle gesto. "Perché sono uno scorpione..." rispose lui "E' la mia natura"


(Esopo, attribuita)

with or without you

 

 
Non ho più l'età per andare sui mezzi pubblici...

 

la smetti di imitare la vita???

 


Se sono tutte stronzate dimmi perché adesso non esci da quella porta, e la smetti di imitare la vita, e la smetti di prenderti per il culo e cominci a fare sul serio. E ti trovi uno schifo di lavoro. E vai in ginocchio da quella donna a chiedere perdono per il male che le hai fatto e per lo stronzo che sei stato con lei, e se la tua partita non è ancora finita cerchi di riacciuffare un'occasione rarissima che ti è capitata, di vivere una vita da persona normale. Me lo sai spiegare perché non lo fai, me lo sai spiegare, che cazzo? EH!?

(Bart)

 

giovedì 21 gennaio 2010

avere Sara in Casa

 

Ieri il mio gruppo preferito di Amish con Sara Lov e Scott Mercado in arte Manouk al pianoforte è ritornato a Milano. Erano in realtà in tre, con un giovane abruzzese di cui non ricordo il nome al violino elettrico.
Avevo visto Sara forse un anno fa alla Salumeria e non ne ero rimasta particolarmente impressionata.



Anzi, diciamo che per usare un espressione di Carola, non aveva scaldato il mio cuore...Ieri, forse perchè avevo ascoltato a lungo il suo album solista (Seasoned Eyes Were Beaming) a casa di amici e conoscevo tutti i pezzi, mi sentivo delicatamente protetta da quella voce...da quei suoni docili e così squisitamente folk. Gli americani fanno musica con una facilità e un'immediatezza che noi ci scordiamo...non mi stancherò mai di dirlo...Sorpresa delle sorprese quando poi per i bis si è presentato Dustin O'Halloran, l'altra metà dei Devics...insomma, veramente emozionante...e semplice.



La serata si era aperta con la cantautrice Thony che accompagna Sara nel tour italiano...Thony è un'artista sicuramente talentuosa, apprezzabile soprattutto per il tentativo di discostarsi dalle sue colleghe che solitamente si presentano con chitarra e voce...tuttavia si sa che difficilmente il mix chitarra e voce mi soddisfa pienamente a meno che non ci sia una luce, un carisma particolare che poche cantautrici hanno...io ad esempio avrei aggiunto qualche loop alla chitarra, qualcosa di un po' più elaborato a sostenere una voce che comunque ha le sue particolarità....



www.myspace.com/saralov.

www.myspace.com/devics.

www.myspace.com/manuok.

www.myspace.com/thonymusic.

 

I'm running towards nothing

 
Oggi granchio di fiume mi ha ricordato che questo è anche il mio stato attuale...


Suddenly I stop
but i know it's too late
I'm lost in a forest
all alone
The girl was never there
it's always the same
I'm running towards nothing
again and again and again

(The Cure, a forest)

 

mercoledì 20 gennaio 2010

l'odore

 


Soffro di allucinazioni olfattive. Da sempre. Ho una memoria terribile per gli odori…anche a distanza di anni. A volte mi basta aprire la boccettina di Anais perché nel giro di pochi secondi mi passi davanti tutta la mia vita da liceale…emozioni, ricordi e anche dolori… insomma…tutto.
Ieri sentivo il tuo odore di dopobarba. Forte. In camera da letto, in anticamera vicino al pc e in bagno. Come se qualcuno l’avesse usato come profumatore per la casa. Penso davvero di essere pazza.

 

amara

 


Amara, amara come un sogno
di cui tu non hai bisogno
e non è il tuo sogno.
sei finta com'è finto il mondo,
dal quale tu cerchi di scappare
e non andare a fondo.
E allora dimmi,
dimmi cosa vuoi,
dove hai la ferita.
E allora spiega,
spiegami perchè?
che cos'è la tua vita.
Ehi fata, ehi ehi,
forse di te ho bisogno...
ma poi... mi ritrovo
Amara, amara come un sogno
di cui tu non hai bisogno
e non è il tuo sogno.
sei finta com'è finto il mondo,
dal quale tu cerchi di scappare
e non andare a fondo.
E allora dimmi,
dimmi cosa vuoi,
dove hai la ferita.
E allora spiega,
spiegami perchè?
che cos'è la tua vita.
Ehi fata, ehi ehi,
forse di te ho bisogno...
ma poi... mi ritrovo perso
chiuso nel mio mondo,
e insomma, quando finirà il giorno
io voleròòòò...in un altro corpo,
in un nuovo mondo.
E allora dimmi,
dimmi cosa vuoi,
dove hai la ferita.
E allora spiega,
spiegami perchè?
che cos'è la tua vita.
E allora tu dimmi cosa VUOI??
Amara, amaraaaaaaaaaaaa.

(Ritmo Tribale)

 

lunedì 18 gennaio 2010

Salgari non ha mai viaggiato

 

Linus: Ti chiedi mai quanti universi ci sono da conoscere là fuori...quanti mondi nuovi, mentre noi siamo ancora qui seduti su questi stupidi banchi di scuola???
Lucy: ...Salgari non ha mai viaggiato....

 

domenica 17 gennaio 2010

please, please please, let me get what I want

 

(Grazie a ilConte per questo scorcio di naviglio)


La verità è che non ho nessuna idea per uscire da questa situazione, già trovare un lavoro decente sarebbe una conquista. Pur cercando di fare a meno di ciò che è inutile Milano rimane cara. Avere delle relazioni decenti con le persone sembra un'utopia. E per avere relazioni decenti basterebbe trovare la via di mezzo tra il disinteresse e l'invadenza. Sembra, ma non è affatto facile. Per quanto mi riguarda riesco a vedere poche persone, ho deciso di fare quello che mi sento, nel modo più chiaro possibile. Se poi uno la prende bene meglio per lui, altrimenti ne parliamo, ma senza troppi musi lunghi. Ricordiamoci sempre che possiamo fare solo il nostro 50%, e che alla fine tutti vogliamo le stesse cose da una relazione. Qualche giorno fa, e non so se sia a proposito di questo che sto scrivendo, mi sono ricordata di un regalo che fece a me ed Ale la mia insegnante di greco prima di salutarci...l'ho riletta e l'ho trovata molto adatta a Milano, alla sua vita e alle sue relazioni...Fra l'altro è anche una poesia famosissima...


E se non puoi la vita che desideri
cerca almeno questo
per quanto sta in te: non sciuparla
nel troppo commercio con la gente
con troppe parole in un viavai frenetico.
Non sciuparla portandola in giro
in balìa del quotidiano
gioco balordo degli incontri
e degli inviti,
fino a farne una stucchevole estranea.

Constantinos Kavafis

 

accettare i propri limiti

 
 
Neppure Zeus, infatti,
piace a tutti,
né se fa piovere,
né se fa splendere il sole.

(Teognide, Elegie)

 
 

sabato 16 gennaio 2010

l'accordo mistico

 


Celui qui veut unir dans un accord mystique
L'ombre avec la chaleur, la nuit avec le jour,
Ne chauffera jamais son corps paralytique
A ce rouge soleil que l'on nomme l'amour!

Colui che vuole unire in un accordo mistico
l'ombra con il calore, la notte con il giorno,
non scalderà mai il suo corpo paralitico
a quel rosso solo che si chiama l'amore!

(Charles Baudelaire, Femmes Damnées, Delphine et Hippolyte)

 

contro l'amore

 
Non conta essere di destra o di sinistra, più o meno illuminati o aperti...nella coppia tendenzialmente ci si rifà sempre al tradizionale. Pochi hanno avuto il coraggio di sperimentare nuovi modelli di relazione che non siano esclusivamente di convenienza per l'uno o per l'altro.
La cosa più avvilente è spesso vedere che le coppie che hanno più lunga durata fanno dei compromessi che da fuori sembrano difficilmente accettabili. La dipendenza reciproca, la rinuncia a se stessi per poter avere vicino qualcuno che dice di amarci sono i più terribili....


In our possessive coupling
So much could not be expressed.
So now I am returning to myself,
these things that you and I suppressed.
(Joni Mitchell, Hejira)




Senza parlare poi del fatto che in nome dell'amore sono state commesse le peggiori nefandezze:



Quello che la gente sembra non capire
è che io quella donna
l'amavo
O.J. Simpson



Ho ritrovato su internet questo meraviglioso libercolo scritto dalla mia amica Daniela Danna che consiglio vivamente a tutti coloro che vogliono avere una visione critica dei luoghi comuni che riguardano l'amore:

www.danieladanna.it/controlamore.pdf.

 

martedì 12 gennaio 2010

All Is Violent, All Is Bright

 

Non smetterò mai di ringraziare Dvd per avermeli fatti conoscere...
Stasera sfrecciavo sulla tangenziale ancora una volta più veloce di tutti i pensieri che mi capitavano a tiro...

 

domenica 10 gennaio 2010

combinazioni

 
A volte pensi di essere tu sbagliato
e invece sbagliata
è solo la combinazione

 

Elizabeth: "Come facevi a sapere che avevo bisogno di tutto questo...?"
John: "Perchè tu sei come me".

 

il coraggio degli immigrati

 
«Gli immigrati non vengono in Italia solo a fare lavori che gli italiani non vogliono più fare, ma anche a difendere diritti che gli italiani non vogliono più difendere. Quello che colpisce è che gli immigrati hanno un coraggio contro le mafie che gli italiani hanno perso. Per loro il contrasto alle organizzazioni criminali è questione di vita o di morte. Non vanno criminalizzati. Piuttosto dovremmo considerarli alleati nella battaglia all’illegalità. Mentre nel nord Italia la Lega ha continuato a ostacolare l’immigrazione, la camorra si è lentamente impadronita del monopolio dei documenti falsi: le leggi più severe sull’immigrazione le hanno fruttato milioni di euro».

(Roberto Saviano da un'intervista al Sole 24ore del 9 gennaio 2010)

Per leggere il resto dell'intervista: www.ilsole24ore.com.

 

sabato 9 gennaio 2010

gatti nel pineto
(e si sa che se piove la gatta non si muove)

 


"Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove sui pini
scagliosi ed irti,
piove su i mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
su i ginepri folti
di coccole aulenti,
piove su i nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggeri,
su i freschi pensieri
che l'anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
t'illuse, che oggi m'illude,
o Ermione"

 

dolcenera

 

Penso che questa sia una delle più complesse e ricche di significato, tra le canzoni di Fabrizio: l'acqua di cui si parla altro non è che l'alluvione di Genova del 7 ottobre 1970. Il protagonista della canzone che narra l'episodio è a casa che aspetta la moglie di Anselmo, ma si scatena d'improvviso la violenza della natura.
Qui la narrazione diventa visionaria e confusa, mentre il narratore s'illude che la sua donna sia arrivata, e ci fa l'amore (" Ma la moglie di Anselmo non lo deve sapere, che è venuta per me, è arrivata da un'ora, e l'amore ha l'amore come solo argomento, e il tumulto del cielo ha sbagliato momento").
Naturalmente lei è bloccata da qualche parte a causa della tempesta ("nel suo tram scollegato da ogni distanza" ) e non può arrivare da lui.
Dolcenera è contemporaneamente la donna e la tempesta, insieme e inscindibilmente, dolore e passione.
Poi la tempesta finisce, "oltre il muro dei vetri si risveglia la vita".
Il loro amore è diventato eterno, perchè a lei, adesso, il tempo avanza: quel tram è diventato la sua tomba, sigillo di un amore "così splendido e vero da potervi ingannare".
Per altri chiarimenti e interpretazioni www.viadelcampo.com.

 

venerdì 8 gennaio 2010

saggezza della buonanotte

 
 
Il potere lubrificante è il potere della vita.
Qualunque cosa, se lubrificata a dovere,
andrà a buon fine.

(Ale, attribuita)

 
 

the italian job (ma non solo)

 

A volte mi sembra davvero come se tutto servisse solo a mandare avanti questo maledetto sistema...non lavoriamo perchè veramente il nostro lavoro serve a qualcuno, ma per contribuire a creare sovrastrutture e inutile burocrazia. Eppure, il mio lavoro inutile mi piaceva tanto...era creativo...e terapeutico. E soprattutto ho imparato un sacco di cose da utilizzare altrove.

 

il bastone e la carota

 

 
 
 
Tanto non torna

 
 

mercoledì 6 gennaio 2010

L'auberge espagnole

 

Tutto questo percorso complicato per arrivare qui, oggi, senza di lei. Mi sono ritrovato in qualle strade di Parigi in cui i parigini non vanno mai, straniero in mezzo agli stranieri. Che ci facevo là? Non lo sapevo. In generale non so mai perchè mi trovo dove mi trovo, il che mi rende banale.

(No surprises in sottofondo...)

 

 

lunedì 4 gennaio 2010

l'hopper dei navigli

 

 
foto che sembrano dipinti o dipinti che sembrano foto?

 

un bella giornata d'inverno
(da maria teresa ruta a san fruttosio)

 









Questo ricordo ha reso leggermente più lieve la mia giornata...In effetti aver accettato questo nuovo lavoro è veramente una sofferenza. Sono sempre troppo dura con me stessa e questo continuo mettermi alla prova non mi porterà ad essere migliore nè più felice...

 

domenica 3 gennaio 2010

Welcome

Le parole di Paolo Mereghetti si adattano completamente a quello che penso e sono perfette...non avrei saputo aggiungere niente, per questo riporto quasi interamente la sua critica al film...



"[...]La vera forza del film sta da quella di un uomo che di fronte all' odissea di un diciassettenne curdo scopre dentro di sé un' umanità e una moralità che fino ad allora aveva come cancellato.[...] Il film finisce per lasciare più spazio al rapporto «privato» tra l' uomo e il ragazzo (e tra l' uomo e la sua ex moglie) che alla semplice descrizione dei meccanismi polizieschi o legali che si abbattono sui disperati in cerca di attraversare la Manica. Una scelta che si rivela vincente, perché in questo modo il film evita la facile predica moralistica sull' inospitalità dei Paesi ricchi e chiede per prima cosa allo spettatore di appassionarsi ai percorsi umani di due individui soli di fronte al loro bisogno d' amore: Bilal alla disperata ricerca di un mezzo per raggiungere la ragazza che lo ama (e che il padre vuole sposare a un ricco cugino), Simon alla scoperta di un' umanità che forse non pensava di aver mai avuto («lui ha attraversato l' Europa per inseguire l' amore e io non ho saputo nemmeno attraversare una strada per fermare mia moglie che se ne andava»).



Calais, il razzismo delle persone, l' insensibilità delle istituzioni, la durezza della repressione, l' inumanità della legge diventano così la cassa di risonanza dentro cui prende forza e si spiega il dramma privato. Una tela di fondo che Lioret filma in un CinemaScope freddo e incombente (firmato da Laurent Daillaud), che finisce per schiacciare ancora di più i personaggi dentro una natura sempre più inospitale, fatta a volte di acqua e di sabbia e a volte di moli e di case. Dove lo spazio incombe come il rumore (grazie anche a una colonna sonora di grande suggestione, dovuta a Philippe Mertens) e dove l' abbandono può diventare ostilità e freddezza oppure riscoperta dei valori più veri e profondi dell' umanità.



Che il film di Lioret sa raccontare con passione e partecipazione, senza dimenticare le responsabilità politiche (la breve immagine televisiva di Sarkozy con le sue «rivendicazioni», quella grigia e per niente patriottica della bandiera inglese sulla motovedetta che dà la caccia a Bilal) ma anche senza nascondere che un futuro migliore può nascere solo dalla presa di responsabilità dei singoli."

(Paolo Mereghetti da Il Corriere della Sera, 10 dicembre 2009)

 

sabato 2 gennaio 2010

come un film in bianco e nero visto alla tv...

 


Mi manca così tanto il mare...
e spero di mancare un po' anche a lui...

 

qualcuno vi ama?

 

 
Qualcuno vi ama.
Se amate qualcuno
domani gli direte:
"Il cielo è bianco oggi".
Se sono io risponderò:
"Ma le nuvole sono nere".
Così sapremo che ci si ama.


(da Les amants du Pont Neuf)