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martedì 11 maggio 2010

insomma..lo fa proprio apposta...

 
Fini riceve Roberto Saviano
"Grande stima, istituzioni vicine"




Lo ha ricevuto a Montecitorio. Due giorni fa Emilio Fede lo aveva attaccato in tv: "Basta, non è un eroe". Prima ancora le accuse di Berlusconi sulla "cattiva propaganda al nostro paese"

ROMA - Tre quarti d'ora di incontro per affermare la "vicinanza" delle istituzioni a chi è impegnato in prima fila nella denuncia e nella lotta alla mafia. Gianfranco Fini incontra a Montecitorio lo scrittore Roberto Saviano per "sgomberare il campo dagli equivoci", testimoniare "la vicinanza delle istituzioni" nei confronti di chi quotidianamente si batte contro la criminalità organizzata ed esprimere "grande stima e considerazione" all'autore di "Gomorra".

L'incontro era fissato da tempo, fanno sapere gli uomini vicini alla terza carica dello Stato. Ma di certo ha un significato particolare che Fini abbia voluto vedere Saviano, da tempo nel mirino di polemiche da parte di Silvio Berlusconi e all'indomani delle parole pronunciate da Emilio Fede sul giornalista e scrittore campano.

Il 16 aprile, durante una conferenza stampa a palazzo Chigi, Silvio Berlusconi inserì proprio Saviano nella 'black list' di quegli autori "enti di promozione della mafia italiana nel mondo" che fanno dell'organizzazione criminale italiana, la prima per notorietà pur essendo la sesta nelle classifiche degli osservatori.

La mafia, disse il premier, ha goduto di "un supporto promozionale che l'ha portata ad essere un fatto di giudizio molto negativo per il nostro Paese. Ricordiamoci le otto serie della Piovra, programmate dalle televisioni di 160 Paesi nel mondo - sottolineò Berlusconi - e tutto il resto, tutta la letteratura, il supporto culturale, Gomorra e tutto il resto".

"Ma come si fa a dire che Gomorra incrementa la Camorra?", chiese stupito Fini qualche giorno dopo ai deputati del Pdl di provenienza An, nei giorni delle polemiche roventi con il premier che portarono poi allo scontro frontale della direzione. "Come si fa a essere d'accordo?", chiese il presidente della Camera ai parlamentari. "Nessuno nega che Berlusconi sia vittima di accanimento giudiziario - osservò il presidente della Camera - ma a volte dice delle cose sulle quali è difficile convenire...".

(Da www.repubblica.it)

 

domenica 18 aprile 2010

Egregio Presidente, le scrivo la presente...

 

Presidente Silvio Berlusconi, le scrivo dopo che in una conferenza stampa tenuta da lei a Palazzo Chigi sono stato accusato, anzi il mio libro è stato accusato di essere responsabile di "supporto promozionale alle cosche". Non sono accuse nuove. Mi vengono rivolte da anni: si fermi un momento a pensare a cosa le sue parole significano. A quanti cronisti, operatori sociali, a quanti avvocati, giudici, magistrati, a quanti narratori, registi, ma anche a quanti cittadini che da anni, in certe parti d'Italia, trovano la forza di raccontare, di esporsi, di opporsi, pensi a quanti hanno rischiato e stanno tutt'ora rischiando, eppure vengono accusati di essere fiancheggiatori delle organizzazioni criminali per il solo volerne parlare. Perché per lei è meglio non dire.

E' meglio la narrativa del silenzio. Del visto e taciuto. Del lasciar fare alle polizie ai tribunali come se le mafie fossero cosa loro. Affari loro. E le mafie vogliono esattamente che i loro affari siano cosa loro, Cosa nostra appunto è un'espressione ancor prima di divenire il nome di un'organizzazione.

(Per leggere l'articolo completo reporterliveitalia.blogspot.com)

 

domenica 10 gennaio 2010

il coraggio degli immigrati

 
«Gli immigrati non vengono in Italia solo a fare lavori che gli italiani non vogliono più fare, ma anche a difendere diritti che gli italiani non vogliono più difendere. Quello che colpisce è che gli immigrati hanno un coraggio contro le mafie che gli italiani hanno perso. Per loro il contrasto alle organizzazioni criminali è questione di vita o di morte. Non vanno criminalizzati. Piuttosto dovremmo considerarli alleati nella battaglia all’illegalità. Mentre nel nord Italia la Lega ha continuato a ostacolare l’immigrazione, la camorra si è lentamente impadronita del monopolio dei documenti falsi: le leggi più severe sull’immigrazione le hanno fruttato milioni di euro».

(Roberto Saviano da un'intervista al Sole 24ore del 9 gennaio 2010)

Per leggere il resto dell'intervista: www.ilsole24ore.com.