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domenica 6 novembre 2011

Pina


Dance
Dance
otherwhise
we are lost

 

giovedì 27 gennaio 2011

esorcismi

 


Insomma, un modo assai indelicato e assolutamente uncorrect di affrontare un argomento che, volenti o nolenti, sta un po' a cuore a tutti. Sì, certo, a tratti si ride, ma non è il fulcro del film la risata... bensì l'illusione di poter controllare il momento estremo di non ritorno, che viene a crollare nel mentre in cui è ancora la Morte a decidere. Ambientato in una villa tutt'altro che rassicurante, sperduta di un inverno belga (e la produzione è infatti franco-belga, perchè solo i belgi hanno un'apertura tale per affrontare certe tematiche in modo tanto grottesco e surreale), impariamo a conoscere personaggi diversissimi, che hanno come unico desiderio comune quello di morire. Nonostante non sia un'opera prima, questo film ne ha tuttavia la freschezza, dove ad una povertà di mezzi (in cui l'unica censura alla vista del sangue appare il bianco e nero che accompagna la pellicola) si frappone il tentativo (riuscito), da parte del regista, di essere diretto, sia per quanto riguarda le inquadrature, l'uso dell'effetto chiaro-scuro, che per quanto riguarda i contenuti.


Sono io la morte e porto corona,
io Son di tutti voi signora e padrona
e così sono crudele, così forte sono e dura
che non mi fermeranno le tue mura

(A. Branduardi)



Curiosità:
  • Il film affronta un tema in qualche modo legato a doppio filo con la biografia del regista; infatti dopo il tentativo di suicidio Barco investì catarticamente la sua esperienza in questa pellicola assolutamente dissacrante e geniale, ironica e veritiera, grottesca e cinica.
  • Il primo titolo pensato per la commedia nera Kill Me Please era stato "Dignitas", il nome reale dell'associazione svizzera per l'eutanasia assistita a cui s'ispira la storia al centro del film, ma il fondatore di Dignitas, il dottore e avvocato Ludwig Mannelli, avrebbe impedito l’uscita del film.
  • Il regista Olias Barco, che ha dichiarato che per questo film il suo riferimento cinematografico è stato La grande abbuffata di Marco Ferreri.
  • Il film è stato girato in sole tre settimane, senza colonna sonora e a basso costo.
  • Il regista Olias Barco girerà il prossimo film in Italia, un film su “sesso e politica”, e si chiamerà 'Roma Victor'.
  • L'attore transessuale Zazie de Paris, in passato è stato un ballerino dell’Opera di Parigi e ha lavorato molto al teatro di Berlino.



 

sabato 4 dicembre 2010

space invaders

 

il bambino che guarda dietro ad un albero e vede le persone una alla volta sparire, risucchiate dal terreno. L'alieno raffigurato nel modo più stereotipato possibile, ma è quell'alone di mistero che si nasconde sotto la sabbia a terrorizzare. Sì, avrò avuto dieci anni, in effetti... la stessa di quando giocavo al videogioco...


 

lunedì 22 novembre 2010

Actrices

 

Quei pochi che l'hanno visto in italiano lo stroncano... preferendo addirittura l'opera prima di Valeria Bruni Tedeschi "Come un cammello in una grondaia"... ma come si fa a non amare questa donna che riesce a ridere e a farci ridere delle proprie nevrosi? E poi da tempo non appariva tanto bella...
ps: Il giovane Louis Garrel, classe 1983 è il nuovo compagno (ma si potrà usare una tale definizione per una tanto grande differenza di età?) dell'attrice...
Per chi ama (come già era successo in Vanya sulla 42esima strada) che teatro e recitazione si fondano e confondano con la vita reale... o meglio con il film...



spero che sappiate il francese...(fortunati!)


 

mercoledì 3 novembre 2010

uova e ostriche

 

A mio parere (e probabilmente non solo mio) una delle scene più erotiche della storia del cinema. Me la porto dentro da tanti anni e finalmente l'ho trovata.

 

sabato 30 ottobre 2010

dolcetto o scherzetto?

 

A prescindere dal fatto che Halloween è un'altra di quelle feste per fare cassa, sul genere di San Valentino, mia madre mi ricorda che il giorno dei morti in Sardegna i bambini bussavano alle porte delle case per chiedere caramelle e affini, e che non tutti aprivano o rispondevano felicemente a quest'infantile iniziativa.


Per quanto mi riguarda ho un unico costume, da tristo mietitore, e in genere lo indosso proprio durante la sera dei morti, per andare in giro in macchina e dare informazioni ai passanti, che per lo più ridono.
Non amo i dolci. Tanto meno chiederli. Meglio il pesce.
Quando è fresco...


 

domenica 19 settembre 2010

amami se hai coraggio

 

Grande Sophie, il gioco era ripreso a tutto gas. Felicità allo stato puro, bruta, primitiva, vulcanica. Magnifico. Il meglio del meglio; meglio della droga, dell'eroina, meglio delle canne coca crack fix joint shith shuz sniff pet marjuana cannabis peiote colla acido LSD extasy, meglio del sesso, meglio del pompino, il 69, le orge, masturbazione tantrismo kamasutra massaggio tailandese, meglio della cioccolata, il mont blanc, la banana splint, meglio di tutte le trilogie di George Lucas, delle puntate del Muppet Show, meglio dell'ancheggiare di Emma, Marylin, la puffetta, Lara Croft, Naomi Campbell, i nei di Cindy Crawford, meglio della facciata B di Abbey Road, gli assoli di Hendrix, meglio dei passetti di Armstrong sulla luna, le montagne russe, i festoni natalizi, la fortuna di Bill Gates, le trance del Dalailama, la ressurezione di Lazzaro, tutte le pere di testosterone di Schwartz, il collagene nelle labbra di Pamela Anderson, meglio di Woodstock e dei rave party più trasgressivi, meglio dei trip di Sad, Rainbow, Morrison e Castaneda, meglio della libertà... meglio della Vita!



Tu dai e poi riprendi.. se ci tieni dimostralo, giochi o non giochi?



Julien: Ci sono 2 o 3 cose che non mi hai chiesto e mi dispiace, ci sarei riuscito."
Sophie: "Tipo?"
Julien: "Mangiare formiche, insultare il primo violino dell'opera.. amarti come un pazzo..."

 

lunedì 6 settembre 2010

da qualche parte
(sicuramente non al cinema)

 



"Il dramma è la vita esclusi i momenti noiosi."
(Alfred Hitchcock)


So di farmi qualche nemico con quello che sto per dire...e so anche che non si va al secondo spettacolo il venerdì sera, con tutta la settimana sulle spalle, e con dell' alcol in corpo che può portare solo a volersi appisolare sulle comode poltrone del cinema... ma devo dire che Sofia Coppola questa volta non si è proprio ispirata alla frase di Hitchcock...

 

domenica 8 agosto 2010

somewhere

 

L'ultimo film di Sofia Coppola...dal trailer sembra delizioso...come lo è lei, d'altra parte...




 

martedì 3 agosto 2010

se usi la canzone giusta nella scena giusta

 

"Una delle cose che faccio quando sto per iniziare un film, quando sto scrivendo e ho un'idea per la pellicola, è di scorrere la mia collezione di dischi e cominciare a suonare delle canzoni, cercando di trovare la personalità, lo spirito del film. Poi "boom"! Avere Misirlou in Pulp Fiction sui titoli d'apertura è talmente intenso che equivale a dire "stai guardando un classico, un gran film, mettiti comodo". Se usi la canzone giusta nella scena giusta, se lo fai bene, se scegli delle canzoni e le metti nel film proprio nella giusta sequenza, non c'è cosa più cinematografica che tu possa fare al mondo. Se non avessi i miei dischi, non farei il regista...

(Quentin Tarantino)



Beh, per quanto mi riguarda, credo che valga così anche per la vita, no? Decine di canzoni che hanno fatto da colonne sonore a momenti più o meno felici, intensi, emozionanti...persone che (volenti o nolenti) vengono ormai associate automaticamente a quell'artista o a quel brano, ed io che ascolto, a volte, solo per ricordare.


 

sabato 26 giugno 2010

drool: chi non ha un segreto?

 

E' che ultimamente adoro vedere film che affronatano tematiche pesanti con leggerezza o usando un cinico e irriverente umorismo...i lavoratori dello Strehler in sciopero hanno prestato la loro opera gratuitamente perchè il festival avesse luogo...tanto di cappello a loro e agli organizzatori che ci hanno fatto entrare a offerta libera..serata emozionante e istruttiva...e non tanto per i film...

 

venerdì 25 giugno 2010

Howl: la poesia è un espressione ritmica del sentimento

 



Finalmente qualcuno mi amava
come io amavo lui...




Qui trovate alcuni commenti che riguardano il bellissimo film sulla vita di Allen Ginsberg interpretato da James Franco e proiettato ieri sera al Festival Mix. Il film è stato diretto da Rob Epstein e Jeffrey Friedman

 

domenica 20 giugno 2010

tu film is megl che uan

Ieri sera overdose di film...prima il lisergico Apri gli Occhi di Alejandro Amenábar...meno famoso del remake hollywoodiano Vanilla Sky interpretato da Tom Cruise e a tal punto inquietante da necessitare la vista di un secondo film prima di andare a dormire...


così è bastato lasciare andare il cd per godere dell'altro bellissimo film Cosmonauta di Susanna Nicchiarelli, una storia di ordinaria adolescenza in cui c'è da identificarsi parecchio, per lo meno per una ragazza che non accetta gli stereotipi imposti dalla società, anche se facente parte de partito comunista, anche in un clima, una situazione all'apparenza più mite per le donne...


La colonna sonora è costituita da remake di vecchie canzoni degli anni 60 in chiave attuale ed è di Max Casacci e Gatto Ciliegia contro il grande freddo, con alcuni interventi di Sikitikis e Virginiana Miller

 

domenica 30 maggio 2010

I'm only bleeding

 


You lose yourself, you reappear
You suddenly find you got nothing to fear
Alone you stand with nobody near
When a trembling distant voice, unclear
Startles your sleeping ears to hear
That somebody thinks
They really found you.

(Roger McGuinn, It's Alright Ma)



i brividi che mi fa venire ogni volta questo pezzo di Dylan sono indescrivibili...
 

domenica 16 maggio 2010

siamo un po' tutti come Marjane

 

Un film veramente interessante per chi ha ancora pregiudizi sull'Iran e sulla sua popolazione. Marjane, illustratrice iraniana che vive e lavora a Parigi, tra il 2000 e il 2003 ha pubblicato quattro libri a fumetti intitolati appunto Persepolis che raccontano – in uno stile semplice ma estremamente espressivo, che le ha permesso di conquistare un enorme successo in tutto il mondo – la sua storia dall’infanzia a Tehran alla rivoluzione islamica, dall’adolescenza trascorsa a Vienna in una scuola di lingua francese al ritorno in Iran dalla famiglia in seguito alla conclusione del conflitto con l’Iraq. Tuttavia ciò che conquista di più sono le problematiche di un'adolescente e in seguito di una donna, in una società che non riesce a sentire sua e a cui non riesce a conformarsi (che sia quella occidentale o quella islamica, a poco serve), una giovane ribelle insomma che attraverso il punk,la presa di coscienza politica o la consapevolezza del maschilismo tipico del suo popolo continua sempre a lottare, grazie anche ad uno sporadico “appoggio” esterno,in particolare delle donne della sua famiglia, nonna e madre in primis. Lo stile minimalista e asciutto, quasi semrpe in bianco e nero, aiuta a cogliere ancora di più le sfumature psicologiche dei protagonisti.


 

sabato 8 maggio 2010

Basilicata Coast To Coast

 

In questa mia continua ricerca di un cinema italiano che sappia raccontare e raccontarci in maniera un po' innovativa, senza passare per i soliti stereotipi dalla commedia vanziniana, ieri mi sono imbattuta in questo gradevolissimo film...un omaggio vero e proprio alla Basilicata da parte del regista lucano Rocco Papaleo che è anche interprete e protagonista. Un piccolo film capace di far sorridere ed emozionare, con qualche scena che rimarrà decisamente nella mia memoria. La compagnia è decisamente ben assortita. Persino la monoespressiva Mezzogiorno riesce ad essere brava e credibile. Una menzione speciale va a Max Gazzè, a cui dona anche e soprattutto il silenzio... (c'è una tale poesia nel suo personaggio, io me ne sono innamorata...),e magari non è detto che non ci scappi un giro in Basilicata, prima o poi...



Fatto sta che “Basilicata coast to coast” riesce a mantenere un perfetto equilibrio tra comicità (con molte gag davvero irresistibili come l’arrivo di alcuni cavalieri a cavallo che al posto degli elmi hanno dei caschi per moto) e profondità di contenuti, seppur non appesantiti in nessuna maniera (come per esempio la capitale importanza di esprimere e non reprimere se stessi nei confronti della società che ci circonda). Dunque ci troviamo di fronte ad un film quasi perfetto nelle sue imperfezioni, che riesce a coinvolgere lo spettatore a vari livelli e che tra l’altro è contrassegnato da un ottimo cast ben affiatato (oltre alla Mezzogiorno, sono apprezzabilissime anche tutte le altre interpretazioni a partire dall’ottimo Papaleo, passando per Briguglia, Gassman e il sorprendente Gazzè) e da una colonna sonora che utilizza sapientemente i vari brani scanzonati e strampalati della band “Le pale eoliche” (da notare che anche nel nome si professa una sorta di “diversità” e stravaganza), fino a giungere all’ultima liberatoria ed emblematica esibizione che si svolge fuori tempo massimo, ma che porta con sé tutto il bagaglio di esperienze vissute durante il magnifico e unico viaggio compiuto per arrivare alla meta.

(Per leggere la recensione completa ale55andra.splinder.com)

 

giovedì 22 aprile 2010

vengo... no non vengo....

 


Tanto stasera non mi muovo

 

sabato 17 aprile 2010

sabato 10 aprile 2010

Punk Italian movie (La guerra degli Antò)


La guerra degli Antò è un film malinconico, irridente, generazionale, animato da un vitalismo amarognolo: tra una parodia di Chi l'ha visto? e una presa in giro del Movimento, sembra riallacciarsi al cinema di Virzì, e forse non è un caso che nei panni di un arrogante leaderino politico appaia lo sceneggiatore di Ovosodo Francesco Bruni, mentre Regina Orioli incarna la narratrice discreta e complice, il cui nome - Sballestrera - rimanda evidentemente a quello di Silvia Ballestra. Piccola curiosità: i quattro Antò (Federico Di Flauro, Paolo Setta, Flavio Pistilli e Danilo Mastracci) sono abruzzesi doc. Nella vita, magari, non vestono e non si comportano così, ma tutti insieme portano nel film una ruspante calata dialettale che non sarebbe dispiaciuta al pescarese Flaiano se fosse ancora vivo.

(Recensioni da www.cineforum.bz.it)

 

domenica 4 aprile 2010

l'anno scorso a Marienbad

 


Posso perdere, ma vinco sempre.


L'anno scorso a Marienbad venne accolto con curiosità ed entusiasmo dalla critica, che giudicò rivoluzionarie le intuizioni del montaggio e della fotografia. Al Festival di Venezia del 1961 gli fu assegnato il Leone d'oro, e nel 1963 ottenne la candidatura all'Oscar alla migliore sceneggiatura originale tra le proteste dei fautori incalliti del realismo.
Tuttavia, per la lentezza dei dialoghi e per la mancanza di continuità, il pubblico non lo premiò ai botteghini e il film, ritenuto incomprensibile e noioso dallo "spettatore medio", divenne oggetto di dissacranti parodie.

Unico elemento che fece tendenza all'epoca fu il "gioco dei fiammiferi" che, mostrato nel film dove aveva una valenza simbolica, rimase in voga per qualche stagione nei salotti della buona borghesia. Il gioco, una variante dell'antico Nim, consiste nel disporre 16 fiammiferi in 4 file decrescenti, rispettivamente di 7, 5, 3 e 1 elemento, come mostrato qui sotto:


Ognuno dei due giocatori, a turno, deve togliere dal tavolo un numero di fiammiferi a piacere, purché da un'unica fila. Vince chi riesce a giocare per ultimo, lasciando sul tavolo l'ultimo fiammifero all'avversario.

Per chi vuole provare a giocare ecco qui il link per scaricare il giochino:

marienbad.zip