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martedì 30 agosto 2011

Dove si va da qui?

 

 
Chiederti sempre dove sei
Ti puo' smarrire

 




venerdì 26 novembre 2010

gioie e rivoluzioni
(a confronto)



Chi mi conosce bene sa quanto sia grande la mia passione per gli Area e in particolar modo quanto abbia amato e seguito tutte le sperimentazioni che quel pazzo di Demetrio Stratos ha fatto con la voce... E a vedere appunto il film Cantare la voce, sembra persino facile...sembra che tutti lo possano fare... mi ero già emozionata nel vedere Manuel Agnelli (sebbene non sia una delle mie versioni preferite quella degli After) impersonare il cantante degli Area nel film sulla storia di Radio Alice... ma Nevruz è decisamente un'altra cosa... e per assurdo, pure gli assomiglia a Manuel (al Manuel di qualche anno fa...)




Canto per te
che mi vieni a sentire
Suono per te che non mi vuoi capire
Rido per te che non sai sognare
Suono per te che non mi vuoi capire...

 

domenica 1 agosto 2010

stanchi di essere stanchi di milano

 

Stralci dell'intervista a Fabrizio Coppola sulla Repubblica di venerdì. Io e Fabrizio viviamo nello stesso quartiere, nella zona di piazzale Loreto, continuamente bistrattato a causa della presenza di molti immigrati stranieri (le vicende di viale Padova sono sicuramente note a tutti)... invece devo dire che non ho mai trovato una tale umanità come tra chi vive nella mia zona, e nonostante quanto vogliono farci credere ci sto proprio bene. I supermercati etnici sono aperti fino a tardi, al Tempio d'Oro c'è un sacco di bella gente e un aperitivo favoloso (e almeno non ti danno da mangiare gli avanzi della sera prima), i ragazzi della casa occupata organizzano sempre qualcosa il venerdì sera nella piazzetta davanti a casa, e poi c'è la Ligera, un'enoteca anni 70 dove si presentano libri e suonano gruppi, e dove i Calibro 35 hanno girato il video di Tutta Donna, con la partecipazione di Georgeanne Kalweit e la complicità del proprietario del locale, che compare anche nel filmato. Ma per scoprire meglio il quartiere, dovete girare le sue vie a piedi, addentrarvi nel parco Trotter, nei negozietti (storico il Metropolis che riesce ancora a sopravvivere vendendo dischi), la bocciofila, e soprattutto parlare con la gente. Qui si sta trasferendo tutta una Milano creativa che non sopporta più lo scempio che hanno fatto di questa città (la forma di Milano è come una grande torta - diceva Paolo Rossi - e questo la dice lunga sulla sorte che spesso ha avuto), che ha voglia di reagire, di essere parte attiva in un nuovo processo di rinascita, che non sia basato solo sul profitto, ma sulla creazione di opportunità, anche e soprattutto per chi non si fa portavoce della cultura dominante.


La mia citta' ci insegna a vivere
da pipistrelli chiusi in scatole
La liberta' sentirti sola con chi vuoi
meglio di cio' che sei, meno di quel che puoi (vuoi?)

la mia citta'
la mia citta'
la mia citta'
la mia citta'

Sindaco no temo siano guai
di urbanita' bilanciocentrica
chi affrontera' i maglioncini degli insorti
blog rum e cocaina per battere il sistema
chi salvera'

la mia citta'
la mia citta'
la mia citta'

la mia citta'
la mia citta'
la mia citta'


(Afterhours, Tema: La mia città)

 

sabato 31 luglio 2010

credevo di volare e non volo
(specularità o quasi)

 

Mi divertiva molto l'affiancamento di due dischetti tanto diversi, ma con una copertina quasi simmetrica... Certo, le sfumature sono importanti... e infatti alla solarità de L'Aria Misteriosa di Artemoltobuffa alias Alberto Muffato, con quel pop da cameretta tipico di diverse produzioni di Aiuola, il tono da favoletta metropolitana, e quell'aria tipicamente primaverile che ti accarezza e contemporaneamente ti alleggerisce, si contrappongono i nuvoloni neri che avvolgono la giostra de L'Illusione del Volo (e già il titolo la dice lunga) dei Frigidaire Tango. Non c'è per niente da divertirsi su questo "Calcio in culo", sembra avvisare il gruppo di Bassano del Grappa, ma si rimane come sospesi in questo volo stregato e non si riesce a scendere. Beh, la metafora mi sembra tra le più azzeccate...


Cos'è che non mi piace
in questo baraccone?
Sarà che dentro è triste
e starne fuori è una prigione


(Afterhours, Non si esce vivi dagli anni ottanta)

 

martedì 20 luglio 2010

inoculare il germe...
Carroponte 19 luglio 2010

 

Perchè come dice Paolo "L'estate non può essere estate senza il concerto degli After". Così ieri sera, alla mia tenerà età, sono stata trascinata da una marea di ragazzini adrenalinici e saltellanti che si spingevano da un'estremità all'altra, e, sudata com'ero, non potevo che sgusciar via e avanzare fino alla seconda fila, quasi sotto le trasenne del palco...



Donami una vacanza di pietra
Senza memoria concreta
Che ancora mi sento le dita
Fondersi nella tua fica
Mentre ti rubo energia
Poi tu ti rubi la mia

Donami una vacanza di pietra
Senza memoria concreta
Senza tragedie o rumore
Che niente si possa svegliare

(Simbiosi)



Manuel Agnelli sempre più in versione Terence Reznor con un collarino nero e dei manicotti di pelle che avrebbero solleticato le fantasie malate di chiunque...la presenza di Xabier Iriondo scongelato per l'occasione direttamente dagli anni '90...il viso trasfigurato di Giorgio Prette già a metà concerto, l'eleganza monacale di Rodrigo e alcune chicche dei vecchi album che non sentivo da chissà quanto tempo, tra cui, appunto, Simbiosi...davvero perfetta per il mio stato di grazia di ieri...


E mi è anche andata veramente di gran culo...perchè per i volumi troppo bassi (causa la solita direttiva milanese), quei poveracci che erano a pochi metri indietro invece non hanno sentito niente...a volte seguire i buoni consigli paga davvero...

 

mercoledì 17 marzo 2010

associazioni inconsuete...

 


Non c'è niente dentro me qui a Varanasi
Perchè dentro ci sei tu, la mia Varanasi Baby
Sai che io non penso più a nessuno
Sai che io non voglio più nessuno
Non ho niente dentro finchè dentro tu ci sei
Anche se non ricordo più il sapore che hai

 

giovedì 11 febbraio 2010

milan l'è semper un gran milan

 


La mia citta’ ci insegna a vivere
da pipistrelli chiusi in scatole
La liberta’ sentirti sola con chi vuoi
meglio di cio’ che sei, meno di quel che puoi (vuoi?)




chi affrontera’ i maglioncini degli insorti
blog rum e cocaina per battere il sistema
chi salvera’ la mia citta’...

(Afterhours, Tema: La mia città)

 

martedì 8 dicembre 2009

adesso è facile

 
Mina ha chiesto che i suoni fossero quelli degli Afterhours per un brano su due persone che sanno da tempo di essere fatte una per l’altra, ma non riescono ad incontrarsi...”

(M.L. Fegiz, Corriere della Sera)

E questa volta devo dire che mi trovo stranamente d'accordo con lui...


 
Dici che mi vuoi perciò mi avrai
Dici che mi sai e poi si sa
Che tanto facile è tanto facile
Adesso che non c'è più lei
È tanto facile adesso è facile
Sapere cosa vuoi
Capire cosa sei
Ma ti ho aspettato e scopro
Che sei già passato dentro me
So che tu mi vuoi
Prendimi se puoi
E dici che mi sai
E poi mi va
Adesso è facile è tanto facile
Adesso che non c'è più lui
È tanto facile è solo facile
Capire cosa c'è
O dirsi che non c'è
Ricominciare a vivere con me per me
E adesso è facile è tanto facile
Davvero splendidi io e te
Adesso è facile è tanto facile
Capire cosa c'è e amare quel che c'è
Ricominciare a vivere per me con te
Ricominciare a vivere per me

 

martedì 25 agosto 2009

Se non sei un professionista

 
 
 
Sai Mimì che la paura è una cicatrice
Che sigilla anche l'anima più dura
Non si può giocare con il cuore della gente
Se non sei un professionista, ma ho la cura
Io non tremo
(Afterhours, Bye Bye Bombay)

 
 
 

sabato 20 giugno 2009

sembra sempre una sola la realtà

 

 
Quattro e mezza di mattino per la radio
sono troppo triste e il dj non mi parlerà
sembra avere tutto così chiaro questo scemo
sembra sempre una sola la realtà

che qui non ho il diritto
di non essere felice
di non sentirmi vivo
nella mediocrità
che mi propini.

 

domenica 22 febbraio 2009

Eroi

 


 

 

 
I miei eroi si sono presentati a ritirare il premio della critica Mia Martini con un meraviglioso triangolo rosa cucito addosso...alla faccia di Luca (che era gay)...
a proposito, ecco la versione di Elio del favoloso pezzo di Povia:
 

 
Quanto a Annie Lennox..non ci sono parole..la sua attesa è stato l'unico motivo per non addormentarmi sabato..poi ho russato fino agli after...
 

 

mercoledì 18 febbraio 2009

duri e puri

 

 
Eliminati al primo turno..forse ripescati dal volto del pubblico..forse no..Comunque duri e puri..testo bellissimo, ma cosa è successo al fonico???? perchè un suono così terribile e impastato per un pezzo che sembrava arrangiato divinamente??? Avrei voglia di ascoltarlo e riascoltarlo ma non nella versione sanremese...

martedì 17 febbraio 2009

ecco la versione corretta de "il paese è reale"...

 
Dici sempre le preghiere
Conti sempre fino a dieci e
Preghi ancora che
Non tocchi a te
Decidere

Piangi fermo in tangenziale
Inseguivi una cazzata
Era splendida e dorata
Fresca e avvelenata

Ma il paese sa affondare
Tutto intorno a te a ballare
Bestemmiando disprezzare
E riderci un po' su

E tu vuoi far qualcosa che serva
E farlo prima che il tuo amore si perda

Non ti accorgi che se lo vuoi tu
Quel che valeva poi non vale più
Se ti han detto resta a casa
Vola basso non scocciare
Se disprezzi puoi comprare
Se vale tutto niente vale
Se non sai più se sei un uomo
Se hai paura di sbagliare
Se hai solo voglia di pensare
Che fra poco è primavera

Adesso fa qualcosa che serva
Che è anche per te se il tuo paese è una merda

C'è una strada in mezzo al niente
Piena e vuota della gente
E non porta fino a casa
Se non ci vai tu

Io voglio far qualcosa che serva
Fammi far solo una cosa che serva
Dir la verità è un atto d'amore
Fatto per la nostra rabbia che muore.

 

lunedì 9 febbraio 2009

un atto d'amore

 

 
 
 
"Io voglio far qualcosa che serva,
Fammi far solo una cosa che serva,
Dir la verità è un atto d’amore,
Fatto per la nostra rabbia che muore"

 
 
 
All'epoca dell'intervista, comunque, dicevi che il male non è Sanremo, ma quello che ti costringono a fare sia le case discografiche che il mondo della televisione...

Il male è quando sei tu che ti adatti a qualsiasi tipo di cosa perché pensi che sia necessario adattarsi per esserci, no? E allora, voglio dire, non avremmo cominciato a fare la musica che abbiamo fatto se avessimo pensato che era necessario adattarsi a qualcosa... avremmo fatto altro! Nel tempo, dopo tanti anni - perché nel '99 erano già tanti anni che andavamo in giro - tutti cominciavano a pensare di non dover aver paura di confrontarsi con l'esterno. Più che non aver paura era quasi un dovere quello di veicolare le idee, non perché ci sentivamo né dei paladini e neppure dei rivoluzionari; semplicemente portare i nostri punti di vista anche al di fuori del nostro ambiente dove ormai le idee marciscono perché sono lì a macerare. Questa necessità l'abbiamo avvertita sempre di più con il passare del tempo e con il "Tora! Tora!" abbiamo fatto un piccolo tentativo. Questo di Sanremo, adesso, è un altro tentativo, coerente con il "Tora! Tora!" da tutti i punti di vista perché arriviamo comunque a veicolare quello che facciamo, la musica, le idee e i punti di vista in un ambiente che non è il nostro. Perché usciremo al di fuori del nostro ambiente parlando con gente che magari non parla la nostra lingua rimanendo però noi stessi. Ciò non toglie che ci faremo promozione e che certamente ci converrà. Qualcuno dice che non ci converrà, ma dopo la conferenza stampa io ho già la borsa piena di articoli, che dimostra che forse non è il discorso di convenienza quello che importa...

Mentre ascoltavo il brano mi ha colpito la frase "La verità é un atto d'amore".

In fondo è quello che era, per il nostro privato, per quello che possiamo fare anche nel nostro piccolo. Prima di parlare di tutte le altre cose, le operazioni che faremo etc., io dico, ma non per schernirmi, nessuno va a fare la rivoluzione. Noi non cambieremo niente a Sanremo, neanche il gusto di Sanremo, neanche Sanremo cambieremo. Andiamo però approfittando di una cosa per portar in giro un'idea e secondo me ci stiamo riuscendo ed questa è la cosa più importante. Così come ci siamo riusciti in parte con il "Tora! Tora!" facendo delle bricioline, però, cazzo!, abbiamo seminato. E adesso cerchiamo ancora di alzare la posta e devo dirti che avevo dei piccoli dubbi, ma dopo la conferenza stampa e dopo ieri, con le uscite che ci sono state, con il pubblico inneggiava... Sai, alla fine, nessuno vuole fare delle rivoluzioni, nessuno si illude di rinnovare il costume di un paese, che per cambiare ci metterà anni. Però non per questo devi stare in salotto o nasconderti. Cioè, noi siamo una via di mezzo. Vogliamo fare le bricioline, ci mettiamo le bricioline e sono sicuro di questa cosa qua, dei cambiamenti aiuterà a produrli nel nostro piccolo... aiuterà a produrli.

E "Il paese è reale"? Nel senso che c'è qualcosa al di là di quello che viene trasmesso?

No, è la storia di una persona che aveva dei sogni e che scopre che questi sogni erano spazzatura proprio perché, lì fuori, il paese è reale - nel senso che la realtà è diversa da quella dei suoi sogni. La realtà è diversa, ci sono cose più urgenti da fare, altre cose più importanti da raggiungere, altri ruoli da avere, magari meno altisonanti, ma più nobili da un certo punto di vista. E in quel momento si trova completamente isolato all'interno di quello che lo circonda perché tutti gli altri hanno altri obiettivi, fra i quali quello di affondare bestemmiando e brindando e ballando così come sembra fare questo paese adesso. Sembra il Titanic. Stiamo affondando e tutti stanno a ballare. C'abbiamo tette e culi in televisione... e noi andiamo a vederli da vicino! (risate)
Insomma, questa persona si rende conto che vuole fare qualcosa di utile, non solo per sé stesso ma anche per quello che ha intorno e prende coscienza di una profondità diversa. È un testo attivista, quasi "interventista": fai, fai, anche nel tuo piccolo, ma fai! E nel nostro ambiente - e io a te posso dirlo che certe cose le sai - quando parlo con altri giornalisti non le capiscono, cioé parlano proprio un'altra lingua. Però nel nostro ambiente, purtroppo, lo sai benissimo, una delle cose più brutte è la mancanza di attivismo, la mancanza di prese di posizione, se non sono quelle carbonare del tipo: il mio orticello è più bello del tuo. (continua...per vedere il resto cliccare sul titolo del post)


Da Rockit.it, frammenti d'intervista di Faustiko a Manuel Agnelli

giovedì 5 febbraio 2009

Ecco un esempio di coerenza

 

 
Aveva suscitato qualche mugugno fra i fans più intransigenti la partecipazione degli Afterhours al Festival di Sanremo, ma per chi aveva gridato al tradimento di una presunta “etica alternativa” arriva adesso la risposta di Manuel Agnelli e della sua band. Ed è una risposta che chiude la bocca a tutti, con intelligenza, fantasia e originalità. Nessuna “svendita” al Sistema del Pop commerciale, ma al contrario un’occasione per rilanciare e dare visibilità e forza proprio a quella scena alternativa normalmente tenuta fuori dai grandi network radiofonici e dalla promozione televisiva. “Il Paese è reale”, la canzone che gli Afterhours presenteranno sul palco del festival, sarà anche il titolo di un album molto particolare.

Oltre al brano in questione, il cd conterrà altri 18 inèditi di artisti scelti da Manuel Agnelli, a rappresentare quella nuova musica italiana che produce spesso le cose più innovative e interessanti, ma che ha difficoltà a trovare spazi promozionali adeguati. “Non la considero una compilation - ha spiegato Manuel Agnelli nella conferenza stampa romana di oggi, convocata per presentare il progetto - ma un vero disco collettivo”. La tracklist vede, oltre agli Afterhours, i nomi di Roberto Angelini, Beatrice Antolini, A Toys Orchestra, Cesare Basile, Paolo Benvegnù, Calibro 35, Dente, Disco Drive, Marco Iacampo, Mariposa, Marta sui Tubi, Marco Parente, Reverendo, Settlefish, Teatro degli Orrori, Amerigo Verardi e Marco Ancona, Zen Circus, Zu. Il cd è prodotto da Casasonica, (la label fondata dai Subsonica) e sarà distribuito in esclusiva dalla rete delle librerie FNAC al prezzo di 9,90 € dal 25 febbraio, ma è prenotabile già da oggi su www.fnac.it.

C’è una frase nel testo di “Il Paese è reale”, che da sola sintetizza lo spirito dell’intero progetto “Afterhours a Sanremo”: “Io voglio far qualcosa che serva, fammi far solo una cosa che serva. Dir la verità è un atto d'amore, fatto per la nostra rabbia che muore”. “Noi -continua Agnelli-ci sentiamo parte di un mondo diverso da quello che generalmente viene rappresentato al festival e abbiamo pensato di sfruttare l’occasione per mostrarlo a chi non lo conosce”. Agnelli descrive il brano come “un pezzo energico, che parla dell’isolamento di chi vorrebbe un Paese diverso. Non è una canzone da primo ascolto. Ma noi andiamo a Sanremo soprattutto per divertirci. Pensiamo di avere ormai le spalle abbastanza larghe per non aver paura del mondo reale e nemmeno di quel che la gente si aspetta da noi. Crediamo davvero che il modo migliore per esprimere rispetto al nostro pubblico sia quello di non farci condizionare dalle aspettative”. Dopo la rottura con l’Universal, per la quale era uscito l’ultimo lavoro “I milanesi ammazzano il sabato”, la band milanese è tornata ad essere pienamente indipendente: “Le major discografiche agiscono secondo schemi prefissati, non hanno agilità.

Con loro questo progetto era irrealizzabile e quindi abbiamo deciso di fare da soli”. Nei prossimi mesi sono previsti diversi eventi live che coinvolgeranno gli artisti presenti sul cd ma anche altri: “Non saranno solo musicisti, perché quel che vogliamo fare è dare voce e respiro a un’intera area culturale”. Nessuno aveva mai osato tanto a Sanremo, ma insomma, questi sono gli Afterhours...

di Federico Fiume, Dall'Unità del 02 febbraio 2009

martedì 20 gennaio 2009

il gioco si fa duro


 
 
verrò come un rapace
a mutilare la pace
dentro nel tuo cuore, eppoi
se vuoi la mia reazione
essia
essia
essia
essia
essia!

 
 

giovedì 17 luglio 2008

pensiero stupendo



..potrebbe essere una soluzione..ma potrebbe essere anche la rovina...

lunedì 14 luglio 2008

Ciò che esiste..

 
traffic torino


Alex dice che se non parli di una cosa è come se quella cosa non fosse mai avvenuta..La Bonci anni fa pontificava che tutto ciò che non è vissuto in realtà non esiste..Cielo..e la mia vita???? Ho vissuto o no fino ad ora? e che cosa credo di aver vissuto??? Fatto sta che sabato mentre ero alla festa di Laurea di Bea pensavo di essere al Traffic a Torino..Una cosa ha accomunato gli eventi..la pioggia torrenziale che ci ha sommersi..Loro non hanno avuto la grandine..Io non ho visto Manuel e Patty insieme..



 

domenica 13 luglio 2008

Bevi qualcosa? Cosa volevi?

 
Ci sono canzoni che ascolto da tanto tempo e che provocano in me delle emozioni quasi fisiche per quello che dicono e per come vengono interpretate; oggi voglio iniziare a farne un breve elenco..così..per non scordarmi:

Paolo Conte - La donna d'inverno
"Perché d´inverno è meglio
la donna è tutta più segreta e sola
tutta più morbida e pelosa
e bianca, alfagana, algebrica e penosa
dolce e squisita, è tutta un´altra cosa"

Patty Pravo - E dimmi che non vuoi morire
"La cambio io la vita che
Non ce la fa a cambiare me
Bevi qualcosa
Cosa volevi
Vuoi far l'amore con me.."

Mina - Amor mio
"Amor mio
basto io
grandi braccia grandi mani avrò per te,
stretto al mio seno freddo non avrai,
no tu non tremerai, non tremerai."

Patty Pravo - Per una bambola
"Io l'ho cercata sopra il colle
La mia piccola ribelle
Stava invece in casa tua
O bambola
Come me viveva sotto il sole
A nutrirsi di parole
Quando mai la rivedrò
O bambola
Si dice in giro che la tieni male
Come fai
Mandami a dire se è vero
Corro a prenderla ..."


Poi c'è il caso Manuel Agnelli:

Afterhours - Pelle
"e cerco su di me
la tua pelle che non c'è
poi ti entro, in fondo
dentro, lo sai
soltanto per capire chi sei"

Ossigeno
"In or out baby
Vedo quello che poi non sento
In or out baby
Vedo, ma poi ti accarezzo dentro
Il tuo odore è ossigeno
Il tuo odore è ossigeno
Così dolce e fortemente
Chiavo la mia mente
E' una cosa così sporca
Che la farei per niente"

Varanasi Baby
"Vedi mai una stella cadere
E non ricordi cosa desiderare
Non c'è niente dentro me qui a Varanasi
Perchè dentro ci sei tu, la mia Varanasi Baby
Sai che io non penso più a nessuno
Sai che io non voglio più nessuno
Non ho niente dentro finchè dentro tu ci sei
Anche se non ricordo più il sapore che hai Varanasi Baby"

La sottile linea bianca
"bianco calore
scalda il mio amore
bianco calore
sfondami il cuore"

La vedova Bianca
"vieni a fare un giro dentro di me
o questo fuoco si consumerà da se"

Il sangue di Giuda
"Con le labbra sul vuoto
La chitarra nel vuoto
Il mio cazzo inutile
C'è solo sangue
Solo sangue dentro me
C'è solo sangue
Nelle tue cosce in rovina
Quello che tu non sei"

 

venerdì 11 luglio 2008

iL SaNGuE Di GiUDA

 
Sai quando tornerai io sarò già via
Senza un'idea
Vendendo roba tua
Riciclandomi
Restando vivo

Imparare a barare e sembrare più vero
Due miserie in un corpo solo

C'è solo sangue
Solo sangue dentro me
C'è solo sangue
Quando sai che sei fedele
A quello in cui non credi più

Vivere per non farsi del male
Poter vedere
Com'è non morire e non sentire
Cambiare idea

Con le labbra sul vuoto
La chitarra nel vuoto
Il mio cazzo inutile

C'è solo sangue
Solo sangue dentro me
C'è solo sangue
Nelle tue cosce in rovina
Quello che tu non sei

Guarire un po'
Sognare un po'
Amare un po'
Fallire un po'
Far male un po'
Mentirsi e poi
Tornare a sfamarsi un po'

C'è solo sangue
Solo sangue dentro me
C'è solo sangue
Solo sangue e non magia
Solo sangue e non magia

Solo sangue e non va via