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venerdì 12 novembre 2010

uno sguardo su milano

 

(Scene da Memoria Esterna, 2008, ZimmerFrei)

"Memoria Esterna", è un archivio parziale e imprevedibile della geografia, della percezione e della storia di Milano. Costruito attraverso lampi di memoria, svela frammenti di intimità fissati alle strade, alle piazze, alle periferie.
Tutte le persone incontrate hanno risposto alla stessa domanda: racconta un evento accaduto in un esterno, un luogo pubblico di Milano.
Non si tratta di restituire un'immagine veritiera della città; Memoria Esterna dichiara semplicemente alcuni punti di vista singolari ed aspira alla trasfigurazione percettiva dei luoghi che percorre.

 

sabato 16 ottobre 2010

sul tetto che scotta

 


Dalle strade ai tetti della città, Savona 18 resiste.

 

domenica 1 agosto 2010

stanchi di essere stanchi di milano

 

Stralci dell'intervista a Fabrizio Coppola sulla Repubblica di venerdì. Io e Fabrizio viviamo nello stesso quartiere, nella zona di piazzale Loreto, continuamente bistrattato a causa della presenza di molti immigrati stranieri (le vicende di viale Padova sono sicuramente note a tutti)... invece devo dire che non ho mai trovato una tale umanità come tra chi vive nella mia zona, e nonostante quanto vogliono farci credere ci sto proprio bene. I supermercati etnici sono aperti fino a tardi, al Tempio d'Oro c'è un sacco di bella gente e un aperitivo favoloso (e almeno non ti danno da mangiare gli avanzi della sera prima), i ragazzi della casa occupata organizzano sempre qualcosa il venerdì sera nella piazzetta davanti a casa, e poi c'è la Ligera, un'enoteca anni 70 dove si presentano libri e suonano gruppi, e dove i Calibro 35 hanno girato il video di Tutta Donna, con la partecipazione di Georgeanne Kalweit e la complicità del proprietario del locale, che compare anche nel filmato. Ma per scoprire meglio il quartiere, dovete girare le sue vie a piedi, addentrarvi nel parco Trotter, nei negozietti (storico il Metropolis che riesce ancora a sopravvivere vendendo dischi), la bocciofila, e soprattutto parlare con la gente. Qui si sta trasferendo tutta una Milano creativa che non sopporta più lo scempio che hanno fatto di questa città (la forma di Milano è come una grande torta - diceva Paolo Rossi - e questo la dice lunga sulla sorte che spesso ha avuto), che ha voglia di reagire, di essere parte attiva in un nuovo processo di rinascita, che non sia basato solo sul profitto, ma sulla creazione di opportunità, anche e soprattutto per chi non si fa portavoce della cultura dominante.


La mia citta' ci insegna a vivere
da pipistrelli chiusi in scatole
La liberta' sentirti sola con chi vuoi
meglio di cio' che sei, meno di quel che puoi (vuoi?)

la mia citta'
la mia citta'
la mia citta'
la mia citta'

Sindaco no temo siano guai
di urbanita' bilanciocentrica
chi affrontera' i maglioncini degli insorti
blog rum e cocaina per battere il sistema
chi salvera'

la mia citta'
la mia citta'
la mia citta'

la mia citta'
la mia citta'
la mia citta'


(Afterhours, Tema: La mia città)

 

venerdì 26 febbraio 2010

a salvarmi vieni a salvarmi
(Milano vista da lontano part 1)

 

Ieri il caro "Toro Seduto" Manuel Agnelli era all'Informagiovani in via Dogana a discutere di musica e di cultura... Ho seguito per circa un'ora, e ne è venuto fuori quello che un po' pensiamo tutti noi affamati di nuovi stimoli e in particolar modo di stimoli alternativi...Si è parlato della ricerca di spazi in questa città.. di come da un certo periodo a questa parte tutto ciò che viene considerato cultura venga organizzato e monopolizzato da qualcuno che nella situazione specifica sta al potere.
Negli Stati Uniti invece la cultura è vissuta come parte centrale dell'economia, e quindi coltivata alla base. In Italia è un bene di lusso. Austin, ad esempio (nel tanto tradizionalista Texas), ha 200 locali per la musica dal vivo, dove ogni sera possono suonare centinaia di gruppi, anche se sicuramente le leggi sono severe, chi dopo l'una di notte viene sorpreso con un bicchiere di birra rischia davvero la prigione...
 

in Italia e nemmeno nella tanto europea Milano non c'è un'offerta da giustificare un tale rispetto delle regole, anche se lo stesso Manuel (e un po' tutti a dire il vero) si meravigliava di quanta efficacia abbia avuto in questo paese la legge anti-fumo.
 

Milano negli anni 70 era un centro culturale fantastico, pieno di fermenti di ogni tipo, mentre oggi è una città che ti fa sentire impotente e passivo, infatti come diverse persone anche il cantante degli After ha fatto la scelta di trasferirsi in provincia, dove c'è ancora la possibilità di vivere una situazione più a misura d'uomo.
Deve partire da noi e dalla nostra necessità il riuscire a fare una pressione positiva...perchè buona parte della cultura che noi amiamo e cerchiamo non viene rappresentata.
Sempre negli 70 era nato anche il concetto di autoproduzione, che poi è stato preso a modello anche negli anni 90, quando forse Milano ha avuto quell'ultimo acuto con gruppi del calibro di Ritmo Tribale, La Crus, gli stessi After. Già vent'anni fa i locali aveveno grosse difficoltà a vivere ed Il Leoncavallo era un punto di riferimento non solo politico ma soprattutto culturale davanti alla gente.
 

Ora i centri sociali non rappresentano più quello che è la società, o forse si sono anche un po' adagiati in quello che è ormai il loro spazio di nicchia. D'altra parte oggi abbiamo un vantaggio in più che è internet, e quindi la possibilità di avere una comunicazione capillare...

 

martedì 23 febbraio 2010

dottore, si può fare qualcosa?

 

 

giovedì 11 febbraio 2010

milan l'è semper un gran milan

 


La mia citta’ ci insegna a vivere
da pipistrelli chiusi in scatole
La liberta’ sentirti sola con chi vuoi
meglio di cio’ che sei, meno di quel che puoi (vuoi?)




chi affrontera’ i maglioncini degli insorti
blog rum e cocaina per battere il sistema
chi salvera’ la mia citta’...

(Afterhours, Tema: La mia città)

 

domenica 27 dicembre 2009

L'amore vince sempre sull'invidia e sull'odio

 
Milano, piazza del Duomo 13/12/2009 Documento su cosa accade in una piazza durante un comizio del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Ognuno ne tragga le proprie considerazioni.





 

giovedì 26 novembre 2009

SLAM X


Per fare rivoluzione servono belle parole: questo il motto di SLAM X, sabato 28 e domenica 29 novembre 2009 al Csoa COX 18, Via Conchetta 18 Milano.
Scrivono gli organizzatori nel manifesto dell'evento: "Da questa città tutto se ne sta andando. Prima l’editoria, poi la musica, adesso la moda. Un tempo Milano era considerata la capitale del terziario, ora si sta tornando al primario, inteso come rendita, speculazione edilizia, assalto alla diligenza degli appalti pubblici con amministratori municipali incompetenti che blaterano di un Expo già fallito. Dall’altra parte Milano sta cercando di sbarazzarsi di tutte le realtà che nel passato l’avevano arricchita; anche e soprattutto centri sociali o piccole iniziative culturali indipendenti. Tempi bui, insomma: lo sentiamo sussurrato, scritto e anche cantato... Tuttavia ci accorgiamo che qui esiste un fermento sotterraneo, a noi pare soprattutto tra scrittori e musicisti, anche se purtroppo emerge raramente e spesso resta all’angolo, isolato nella propria singolarità. Per questo abbiamo chiamato a raccolta autori disposti a confrontarsi in pubblico leggendo brani da loro scritti durante una due giorni presso COX 18, vero e proprio simbolo della Milano non conforme".
Slam X è un festival di reading, performance e letture organizzato da Agenzia X, che sarà anche un’occasione di dialogo e progetto a cui parteciperanno scrittrici, scrittori milanesi e alcuni importanti musicisti. Una galassia di artisti che rappresentano stili, sensibilità e opinioni differenti, ma pronti a salire sul palco del Centro Sociale COX 18 per leggere testi che richiamano a un’altra idea di città.
Sabato 28 novembre 2009 – dalle h 21 in poi, domenica 29 novembre 2009 – dalle h 17 in poi: ingresso con sottoscrizione.

SABATO 28 NOVEMBRE
dalle 21 alle 2 in Cox 18
orari definitivi

21.00 – Marco Spreafico
21.15 – Manolo Morlacchi
21.30 – Rosso Pane
21.40 – Pippo U.net
21.55 – Matteo Speroni
22.10 – Giusi Marchetta
22.25 – Anna Ruchat
22.45 – Giorgio Falco
23.05 – Igino Domanin
23.25 – Giuseppe Genna
23.50 – Antonio Scurati
00.10 – Silvia Avallone
00.30 – Alessandro Bertante
00.50 – Marco Philopat
01.10 – Vasco Brondi (Le luci della centrale elettrica)
01.30 – Duka
01.50 – Efraim Medina Reyes
02.15 – Max Casacci (Subsonica)
02.30 – Marco Rovelli (performance musicata)

DOMENICA 29 NOVEMBRE
dalle 17 alle 22 in Cox 18

17.00 – Alessandro Nebbia
17.10 – Ginevra Morali
17.20 – Lorenzo Fe
17.35 – Matilde Quarti
17.45 – Alex Foti
18.00 – Reginazabo
18.20 – Matteo Di Giulio
18.40 – Ade Zeno
19.00 – Alessandro Beretta
19.30 – Ivan Guerrerio
19.45 – Vincenzo Latronico
20.05 – Paolo Cognetti
20.25 – Andrea Scarabelli
20.40 – Peppe Fiore
21.00 – Enrico Gabrielli (Calibro 35)
21.20 – Sandrone Dazieri
21.40 – Antonio Moresco
22.00 - Mihai Butcovan
22.20 – Vincenzo Costantino Cinaski
22.40 – Max Collini (Offlaga Disco Pax)
22.50 – Federico Dragogna (Ministri)

Peccato che come al solito ci siano così poche donne...beh..io sono stata infilata come deejay, per vostra sfortuna...ah!ah!ah!

martedì 17 marzo 2009

Nei Garage A Milano Nord

 

 
I semafori cominciavano a lampeggiare
centimetri tra le nostre bocche con un contratto andato a male
le istruzioni per abbracciarsi
e per ballare negli scompartimenti delle metropolitane
sarà l’effetto serra il nostro carcere speciale
le fotocopie del cielo milanese

che Milano era veleno, che Milano era veleno
era un deserto al contrario
un cielo notturno illuminato a giorno
da stelle cianotiche da stelle con tuo nome
le insegne luminose e i tifosi violenti
arruoliamo i brigatisti
arroghiamoi brigatisti
arruoliamo i brigatisti.

Nei bar deserti sui navigli
la curiosità ci divorava
e staremo ad abbaiare a questo cielo da rottamare
abiteremo in un centro sociale affacciato sulle discariche e sul mare
ma lavoreremo ancora in nero


Milano era veleno, Milano era veleno
era un deserto al contrario
un cielo notturno illuminato a giorno
da stelle militanti da stelle deficienti
dalle p-38 caricate a sale
Milano da bere Milano da pere
amori interinali e poliziotti di quartiere
nei bar deserti i navigli
per ammazzare il tempo ci siamo sconvolti, per ammazzare il tempo ci siamo sconvolti
per ammazzare il tempo ci siamo sconvolti, per ammazzare il tempo ci siamo sconvolti
nei garage a Milano nord
nei garage a Milano nord
nei garage a Milano nord
nei garage a Milano nord.
Chi odia i Terroni.
Chi ha crisi interiori.
Chi scava nei cuori.
Chi legge la mano.
Chi regna sovrano.
Chi suda e chi lotta.
Chi mangia una volta.
Chi gli manca una casa.
Chi vive da solo.
Chi prende assai poco.
Chi gioca col fuoco.
Chi vive in calabria.
Chi vive d’amore.
Chi prende i sessanta.
Chi arriva all’ottanta.
Chi muore a lavoro.
Chi muore a lavoro.
Chi muore a lavoro.
Chi muore a lavoro.
Chi muore a lavoro.
Chi muore a lavoro.
 

 

lunedì 26 gennaio 2009

sabato per il cox
(Ci hanno davvero preso tutto?)

 
Qualche testimonianza di chi c'era...
 






















giovedì 22 gennaio 2009

un altro pezzo di storia di milano buttato nel cesso



Cosa è il valore? Gestire un posto, modellarlo, tirarlo su, fare attività culturali, mettere su una libreria storica attiva sul fronte controcultura (La Calusca), fare concerti, attività ricreative a basso costo accessibili a tutti, fare politica sul territorio. Ed è evidentemente che il Comune non considera un valore aggiunto l’autogestione. Dopo le parole di fuoco di De Corato sui Centri Sociali, “isole di illegalità”, si è passato all’azione.

Stamattina all’alba, quando non c’era nessuno dentro, è stato sgomberato il Cox 18, storico centro sociale in zona Navigli. Era li da decenni, i suoi frequentatori non sono mai stati coinvolti in manifestazioni violente (anzi più volte provocati da esponenti dell’estrema destra e alcuni suoi frequentatori accoltellati). La proprietà del Conchetta è del Comune di Milano.

Il «Cox 18» è uno dei luoghi di riferimento della cosiddetta sinistra antagonista e dell'anarchia milanese. Occupato nel 1989, ha una lunga storia di episodi, politici e di cronaca, tra sgomberi e rioccupazioni. Il 7 agosto 2004 fu teatro di una gigantesca rissa, che coinvolse circa un centinaio di persone per l'aggressione di un folto gruppo di naziskin. Nello scontro venne gravemente ferito a coltellate un giovane dei centri sociali. Per questo episodio vennero poi arrestati tre esponenti dell'estrema destra cittadina. Il centro sociale, comunemente chiamato «Conchetta», ospita la libreria Primo Moroni, che contiene un gran numero di libri, oltre a materiale informatico. Il centro è noto, tra l'altro, per la nascita al suo interno di uno dei primi gruppi di hacker conosciuti in città. La Questura ha precisato che tutti gli oggetti che appartengono agli attivisti del centro sociale verranno tenuti da parte e messi nuovamente a loro disposizione.
Pare che i libri della libreria Calusca e gli altri oggetti saranno restituiti ai proprietari; ma comunque sparisce un altro pezzo della Milano “alternativa”, non allineata con il potere del Palazzo. Sempre più pettinati, sempre più in doppio petto, sempre più benpensanti e perbenisti.

 

giovedì 28 agosto 2008

eccomi di ritorno..

eccomi..sono tornata...dopo tre settimane di salento..
e c'è delusione..per quello che ho lasciato e che è andato avanti anche senza di me..
questo paese merita un cambiamento drastico, estremo.. o forse non merita niente..
amo i posti dove tutto è più semplice..spero che si conservino sempre così..amo l'entroterra sardo, il salento, amo certi posti della grecia..amo la gente che ci vive..la civiltà contadina..qui è tutto diverso..l'opportunismo e l'arrivismo, o come dice il caro Alex la "sindrome da groupie" prevalgono su tutto...hai senso per quello che produci...credo con il mio esempio di aver sempre portato avanti un'idea diversa..ma non so ora se basti..

bentornati a milano..