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sabato 23 ottobre 2010

cose banali da ricordare

 


The miracle is love
(Patti Smith, Qana)

 

lunedì 1 marzo 2010

You spin me right ‘round, baby Right ‘round like a record, baby Right ‘round, ‘round, ‘round...

 

Una delle cose che davvero mi fa stare bene è quando decido di andare da sola per negozi di dischi, a frugare tra i vinili ed i cd...ormai in periodo di penuria economica ne compro davvero molti meno...ma è un godimento indescrivibile riuscire a trovare quel qualcosa che cercavo da tempo. Il trucco in un negozio di usato ad esempio, sta nel non cercare mai nulla di specifico, ma aprirsi al nuovo che ti si para davanti...così da stupirsi e farsi stupire. Insomma, credo che valga lo stesso che per le relazioni, come al solito...(SGRUNT)...
E poi l'altra sera ricordavo quante compilation ho fatto nella mia vita, prima in cassetta e poi in cd...a volte disegnate e colorate appositamente per la persona amata...un susseguirsi musicale che aveva sempre un senso emozionale...per me..a volte un po' didascalico per chi lo riceveva in dono. E poi ci sono canzoni che rimarranno indissolubilmente legate solo a determinate persone...un giorno quando sarò più libera le menzionerò tutte...


ps: bella la foto di patti, eh?

 

giovedì 11 giugno 2009

DUE O TRE COSE CHE SO DI DYLAN
di Patti Smith

 


Quelli della mia generazione potrebbero tracciare con le parole di Bob Dylan il diagramma della loro vita. E’ stato il nostro portavoce, la nostra musa. Ha espresso il nostro sdegno, la confusione e il desiderio. Il respiro della sua opera è così ampio che ha dato voce non soltanto a coloro che sono consapevoli della realtà sociale ma anche ai disadattati della società. Era ancora ragazzo quando ha fatto sapere al mondo la sua risposta alla guerra, all'atomica e alla distruzione dell'ambiente. Ha sostenuto attivamente il movimento per i Diritti civili e risvegliato in molti il bisogno di rivolta sociale e politica. C'è riuscito usando delle canzoni. Opere durature, magistrali come The Lonesome Death of Hattie Carroll, lt's Alright Ma e A Hard Rain's A-Gonna Fall. Canti dell'innocenza e dell'esperienza, per dirla con William Blake. Uno squillante appello al cambiamento. Avevano in sé il cambiamento. E’ impensabile l'idea di passare attraverso la vita senza quelle canzoni come fondale sonoro. Quale canzone è più adatta ai tempi che corrono di Masters of War, una canzone scritta in risposta ai test nucleari e alla forza militare? Mentre i nostri padri lottavano per la fine della guerra, l'uomo progettava l'atomica. Come voler radicare il dissenso tra l'uomo e la natura. Tra l'uomo e il suo Dio. Questo fa pensare a una semplice verità su Bob Dylan. Anche se aveva l'aria di un ragazzo irrequieto, sradicato e scostante, i suoi stivali non hanno mai battuto strade senza Dio. Non ha mai ignorato la sua coscienza. S'è addossato tante responsabilità quante ne ha scansate. Era un giovane energico e ambizioso. Sembrava che avesse fretta di attraversare l'esistenza, come se la sua salvezza fosse in bilico. Invece è ancora tra noi. Un uomo di principio e di rivolta. Quelli che hanno seguito la strada di Bob Dylan con il cuore aperto sono stati ben ricompensati. Come Pablo Picasso, Dylan ha cambiato pelle molte volte, e molte volte ha variato i colori della sua esistenza. E’ stato un artista indiscreto e famelico. Ha fatto sua l'influenza dei beat, della Bibbia e del blues e l'ha risputata come una mamma uccello ai suoi piccoli. Col tempo, il cerchio della vita mi ha portato dal conoscerlo astrattamente attraverso le sue canzoni fino a cantare in concerto al suo fianco. La canzone era Dark Eyes. E’ stato un evento emozionante dividere il microfono con lui, ma alla fine l'esperienza è stata trascesa dalla bellezza e dalla forza della canzone in sé. Quando è sbocciato il suo lato elettrico ci ha regalato Highway 61 costruendo un ponte tra la poesia e il rock'n'roll. Da innamorato ci ha dato canzoni con l'atmosfera sacrale di Sad Eyed Lady of the Lowlands. In un momento di grande introspezione ci ha fatto dono delle canzoni su John Wesley Harding. Non ha mai esitato nel darci il libretto d'opera della sua esistenza. Parole sgorgate magicamente da vene d'argento - senza sforzo da giovane e con più travaglio in età matura. Ha errato di città e in città, di mondo in mondo, attraverso due secoli, come un menestrello benigno, e con i suoi molti compari, un medicine show con personaggi bizzarri e una vibrante miscela di medicina buona, cibo per la mente e intrattenimento per famiglie. Ha capito che le canzoni sono in grado di incitare ed eccitare, ma anche di aggregare le persone, e possiedono un potere taumaturgico. E’ stato sovversivo, spirituale, ma senza mai perdere il senso dell'umorismo. Ha fatto il suo patto con l'alto potere. Il potere del bene. E’ un gentiluomo che tiene sempre nascosti i suoi segreti nelle maniche. Sa bene quanti errori ha fatto come uomo o come musicista e si è sottomesso alla penitenza della strada, cantando le sue canzoni. Perché alla fine, questo è ciò che sono. Sono le canzoni di Bob Dylan, alcune con le piume strappate al vento, la miniera del senso comune, e alcune dal pozzo del suo io. Un artista ci consegna il corpo della sua opera. Ecco il suo corpo. Parola per parola.

(Traduzione di Valentina Pigmei)


 

lunedì 14 luglio 2008

Ciò che esiste..

 
traffic torino


Alex dice che se non parli di una cosa è come se quella cosa non fosse mai avvenuta..La Bonci anni fa pontificava che tutto ciò che non è vissuto in realtà non esiste..Cielo..e la mia vita???? Ho vissuto o no fino ad ora? e che cosa credo di aver vissuto??? Fatto sta che sabato mentre ero alla festa di Laurea di Bea pensavo di essere al Traffic a Torino..Una cosa ha accomunato gli eventi..la pioggia torrenziale che ci ha sommersi..Loro non hanno avuto la grandine..Io non ho visto Manuel e Patty insieme..