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giovedì 3 febbraio 2011

dedicata a chi ha compiuto gli anni ieri...

 




Mi siedo qui, sono stanco...
La vita, l’universo, tutto quanto...
Sulla sponda del fiume prego il vostro dio
che il prossimo cadavere che passa non sia il mio.

ammiro improbabili prove di volo
paracadute difettosi, fiori rossi al suolo,
è la vita che va, è la vita che va, è la morte che viene
ma è un tenore di morte, un lusso che non mi appartiene.

In fondo alla notte, la fine del viaggio, una vita al di là
del male e del peggio e canto
Nanana nanana nanana nanana nana, nanana nana,
per farmi coraggio

E ripasso le due o tre cose che mi fanno stare meglio:
morirti fra le labbra, un sorriso al risveglio...
è la vita che va, è la vita che va, è una piccola morte che viene,
esercizi di stile che scorrono nelle vene...

E chissà quando guarirà questo cuore anoressico
Condannato per l’eternità a girare in tondo, in tondo, in
tondo, in tondo

Che risposte ci suggerirà questo vento dislessico
Che porta con se solo nuvole, nuvole, nuvole senza messico...

Nel lento e inesorabile precipitare degli eventi
Quale magia fa sì che si canti:
Volare oohoh volare oohoh
E che poi ci si perda nel blu dipinto di merda

Ammiro gli inutili segni di croce
di chi aspetta la guerra per morire in pace

è la vita che va, è la vita che va, è la morte che viene
è la consolazione del morire insieme
e riciclo parole, riciclo pensieri, riciclo la mia faccia
riciclo un’immagine di te fra le mie braccia e canto
Nanana nanana nanana nanana nana, nanana nana, sotto la doccia

E ripenso alle due o tre cose che mi fanno davvero:
annegarti negli occhi, rubarti il respiro

è la vita che va, è la vita che va, un’altra piccola morte che viene,
esercizi di stile, dentro le vene

E chissà quando guarirà questo cuore anoressico
Condannato per l’eternità a girare in tondo, in tondo, in
tondo, in tondo

Che risposte ci suggerirà questo vento dislessico
Che porta con se solo nuvole, nuvole, nuvole senza messico...

E che voglia di piangere ho.

(Giorgio Canali)

 

giovedì 13 gennaio 2011

certezze
(Canali, Baraldi, Dal Col play Joy Division)

 

La povera Angela si è presa anche una chitarrata su uno zigomo da parte di Giorgio Canali, l'altra sera alla Casa. Il trio delle meraviglie che comprendeva anche Steve Dal Col dei Frigidaire Tango, all'altra chitarra, ha reinterpretato buona parte dei pezzi dei Joy Division... io ero lì, in prima fila, a godere di tutto questo.


E ricordo a chi c'era e a chi non c'era, che le foto sono state fatte da Chiara con la mia macchina... infatti è stata dura trovarne qualcuna da postare qui...



ma quelle poche che ho trovato valgono veramente la pena...


Inoltre (e lo dico a chi mi legge ora e soprattutto a me stessa) non c'è certezza più grande e più vera del fatto che Love will tear us apart (again). L'amore ci farà a pezzi, di nuovo, come ha già fatto ripetutamente altre volte.
Quindi: Allegria!!!



get a taste in my mouth
as desperations takes hold
is it something so good
just can't function no more?
when love,love will tear us apart again.

 

venerdì 15 ottobre 2010

Prendere definitivamente una posizione

 
"Lettera del compagno Lazlo al colonnello Valerio" era stata scritta in occasione dell'uscita del nuovo cd di "Materiali Resistenti", la compilation per la festa del 25 aprile a Carpi. Poi è stata esclusa e non credo solo per le bestemmie finali. Come non condividerla?



Fischiava il vento nella canna del fucile
rossa primavera alla fine di aprile
poi venne maggio e l'ordine di disarmarci
caro Valerio non dovevamo fermarci
Non dovevamo fermarci, si doveva continuare
si fa con lo schioppo l'unità nazionale
mandando ogni uomo vestito di nero
prete, fascista o sbirro del re al cimitero
E invece sono ancora tutti là, coi sorrisi smaglianti
sono là i figli e i nipoti, vincenti ed arroganti
un proiettile a testa, caro il mio colonnello
e non smettere di giocare, proprio sul più bello
E a chi voleva la libertà che cosa gli diciamo?
ai compagni morti per niente che cosa raccontiamo?
che un pelato appeso a testa in giù poteva bastarci
caro Valerio non dovevamo fermarci
ma porco dio, madonna ladra
non dovevamo fermarci...

(Giorgio Canali & Rossofuoco)

 

domenica 13 giugno 2010

vedo, sento e parlo

 

Qualche tempo fa è uscita una nuova compilation intitolata Materiali Resistenti, dopo quella gloriosa dal nome più o meno simile di molti anni fa (Materiale resistente era un' operazione discografica del 1995 targata Corsorzio Produttori Indipendenti, legata all'omonimo concerto a del 25 aprile a Correggio, poi diventato un film diretto da Guido Chiesa).
Nella nuova compilation non è stato inserito un pezzo di Giorgio Canali, e quando qualche sera fa l'ho sentito dal vivo al concerto al Carroponte di Sesto San Giovanni ho anche capito perchè. Non credo per la bestemmia duplice finale, quanto per l'invocazione a riprendere le armi, che anzi non avremmo mai dovuto lasciare dopo l'impiccagione in piazzale Loreto...
Caro Giorgio, è dalle persone come te che urlano al mondo la propria incazzatura che dobbiamo apprendere. Perchè resistere a volte non basta, e anzi fa soffrire avere lo sfacelo di questo stato sempre davanti agli occhi.

 

ma a cosa serve la poesia ...

 


ma a cosa serve la poesia
se poi viene il lupo
e ti porta via?

(Giorgio Canali e Rossofuoco)

 

sabato 5 dicembre 2009

Die hard - Giorgio Canali al Circolone di Legnano

 

La forza, la ruvidezza, la carica che giorgio Canali (accompagnato da un gran gruppo che sono i Rossofuoco) mette sul palco, sono pari solo alla dolcezza e spontaneità che possiede una volta sceso. Ieri al Circolone di Legnano era pieno di ragazzini adoranti...e la cosa mi ha veramente stupito. E poi vederlo fare autografi a bambini di dieci anni e parlare con una semplicità, con un immediatezza e anche con calore e passione...lui che ha fatto la storia del rock indipendente italiano e che non se la tira mica come buona parte degli artistuncoli che gironzolano alla Casa...Mi son chiesta se tutti questi ragazzini presenti avessero capito chi avevano davanti...Rimane sempre che la semplicità secondo me è una caratteristica dei grandi.

 

per la solita serie...

 
Precipito, guarda a che velocità io sto cadendo
precipito, rapido, sempre più rapido, verso il fondo
precipito, guarda come brillo mentre scendo
precipito, incandescente come una cometa risplendo
precipito... precipito
giù, come un fulmine a ciel sereno è, sereno sarà e se non sarà sereno, tanto meglio...
che è più spettacolare e coreografica, se ti schianti, la furia degli elementi
giù, vertiginosamente giù, senza dimenticare di girarti verso le telecamere
fare “cheese” ai fotografi e poi giù a pugni chiusi
che all’impatto i sismografi non resteranno delusi
precipito guarda come sono telegenico metre mi schianto
precipito,ammira la mia aerodinamica, sono il vento
giù, come icaro, giù come una meteora
giù, come forse sei tu quando viene la sera
giù, sempre più veloce giù
cado, mi avvicino al suolo, mi sento sempre meno solo e sempre più libero di cadere giù, precipitare
lo so che sto per farmi male
ma guarda come sono magnifico, ora mentre precipito
precipito... precipito...
precipito, guarda come brillo mentre scendo
precipito, come una supernova risplendo
precipito come icaro, come una meteora
precipito come un fulmine, come una cometa
cado dalle nuvole, dal cielo
senza futuro e questa volta per davvero!
precipito, ammira il mio stile mentre sto scendendo
precipito, guarda che precisione la mia rotta di collisione con il mondo
precipito...
precipito...
precipito...

precipito...
precipito...
precipito...
 
(Giorgio Canali)
 

mercoledì 14 ottobre 2009

lezioni di poesia

 

 
Sento la luna ululare
Lo fa, a volte lo fa quando vede me
Trafitto da un raggio di luna al centro di questo mio universo personale
Nemmeno qui riesco a non pensare a te.

Osservo i missili intercontinentali migrare
Il mondo degli altri che si distrugge da se
E se anche posso vivere senza questo cielo e questo mare
Che fatica vivere senza di te

Passa il treno veloce e la mandria resta a guardare
È inutile aspettarsi una reazione che non c’è
E se riesco a tenere lontano i pensieri da tutte la altre cose che mi fanno male
Non riesco a tenerli lontano da te

E mentre prendo, dal primo idiota che passa, lezioni di poesia e di impegno sociale
Vaffanculo, io canto di te

E vaffanculo anche a questo cazzo di marea che sale
Alta, sì, alta, lo so, molto più alta di me...
E se riesco a tenere lontano i pensieri da tutte la altre cose che mi fanno male
Non riesco a tenerli lontano da te
E se riesco a tenere lontano i pensieri da tutte la altre cose che mi fanno male
Non riesco a tenerli lontano da te



Dedicato a coloro che
salgono in cattedra, che comunque non hanno capito un cazzo del mondo e
menchemeno di me che, per di più, ho ben altri cazzi in testa (o in culo, che è
poi la stessa cosa...)

(Giorgio Canali)

martedì 6 ottobre 2009

inalberata

 
 

 
Ditemi qualcosa di più
Vorrei avere, per favore, notizie di me
Datemi un indizio in più
Qualcosa che mi aiuti a capire
Che fine ho fatto, che cosa mi è successo di nuovo,
Che cosa ho fatto, dove mi trovo

Io non esisto, io sono il vuoto,
sono quello tagliato via nella foto
Io sono il margine, sono la sponda
Io sono quello che resta all’ombra
Io sono il mai, Io sono il senza
Io sono l’inesistenza
Io sono il buio, non ci sono e non c’ero
Io sono la dissolvenza al nero

Ditemi qualcosa di più
Qualcosa che mi aiuti a capire
Datemi un indizio in più
Vorrei sapere
Che fine ho fatto, che cosa mi è successo di nuovo,
Che cosa ho fatto, dove mi trovo
Chissà che faccia ho adesso
Che cosa mi è successo

Io non esisto, io sono il vuoto,
sono quello tagliato via nella foto
Io sono il margine, sono la sponda
Io sono quello che resta all’ombra
Io sono il mai, Io sono il senza
Io sono l’inesistenza
Io sono il bujo, non ci sono e non c’ero
Io sono la dissolvenza al nero

Io sono niente, sono il non vivo
Io sono il punto interrogativo
Sono lo zero, sono il cancellato
Io sono il bambino mai nato
Sono il mancante, sono l’assenza
Sono l’eroe della desistenza
Io sono il no, sono il disperso
Sono il filo interrotto del discorso

Io sono il nulla, io sono il vuoto
sono quello che manca nella foto
io sono il forse, io sono il mai
io sono ciò che non ricorderai
io sono fumo, io sono aria
io sono il buco di memoria
io sono il non so il presente negato
io sono quello che non c’è mai stato

io sono quello di cui non si chiede
io sono quello che non si vede
sono la fuga, il cammino perduto
io sono il disertore ignoto
sono il refuso, la latitanza
la distrazione, la dimenticanza
sono il dilemma, sono il non saprei
io sono quello che non c’è mai

io sono il nulla, io sono il vuoto
io sono quello che non viene in foto.

(Giorgio Canali, Quello della foto)

 
 

martedì 29 settembre 2009

oh The Times They Are Not A-changin'...

 
 
 
"L'indie italiano è musica d'élite per fighetti di merda, fatto da fighetti di merda, che si autocompiacciono della loro merda, che vendono ad altri merdosi individui che comprano 200 dischi e sono felici."

(Giorgio Canali nel 2004)