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martedì 3 agosto 2010

se usi la canzone giusta nella scena giusta

 

"Una delle cose che faccio quando sto per iniziare un film, quando sto scrivendo e ho un'idea per la pellicola, è di scorrere la mia collezione di dischi e cominciare a suonare delle canzoni, cercando di trovare la personalità, lo spirito del film. Poi "boom"! Avere Misirlou in Pulp Fiction sui titoli d'apertura è talmente intenso che equivale a dire "stai guardando un classico, un gran film, mettiti comodo". Se usi la canzone giusta nella scena giusta, se lo fai bene, se scegli delle canzoni e le metti nel film proprio nella giusta sequenza, non c'è cosa più cinematografica che tu possa fare al mondo. Se non avessi i miei dischi, non farei il regista...

(Quentin Tarantino)



Beh, per quanto mi riguarda, credo che valga così anche per la vita, no? Decine di canzoni che hanno fatto da colonne sonore a momenti più o meno felici, intensi, emozionanti...persone che (volenti o nolenti) vengono ormai associate automaticamente a quell'artista o a quel brano, ed io che ascolto, a volte, solo per ricordare.


 

sabato 31 luglio 2010

credevo di volare e non volo
(specularità o quasi)

 

Mi divertiva molto l'affiancamento di due dischetti tanto diversi, ma con una copertina quasi simmetrica... Certo, le sfumature sono importanti... e infatti alla solarità de L'Aria Misteriosa di Artemoltobuffa alias Alberto Muffato, con quel pop da cameretta tipico di diverse produzioni di Aiuola, il tono da favoletta metropolitana, e quell'aria tipicamente primaverile che ti accarezza e contemporaneamente ti alleggerisce, si contrappongono i nuvoloni neri che avvolgono la giostra de L'Illusione del Volo (e già il titolo la dice lunga) dei Frigidaire Tango. Non c'è per niente da divertirsi su questo "Calcio in culo", sembra avvisare il gruppo di Bassano del Grappa, ma si rimane come sospesi in questo volo stregato e non si riesce a scendere. Beh, la metafora mi sembra tra le più azzeccate...


Cos'è che non mi piace
in questo baraccone?
Sarà che dentro è triste
e starne fuori è una prigione


(Afterhours, Non si esce vivi dagli anni ottanta)

 

mercoledì 14 aprile 2010

regali dimenticati

 


Lucy: Questo ce l'ho. In vinile.
Carola: Anch'io.
Lucy: Non più.

 

lunedì 1 marzo 2010

You spin me right ‘round, baby Right ‘round like a record, baby Right ‘round, ‘round, ‘round...

 

Una delle cose che davvero mi fa stare bene è quando decido di andare da sola per negozi di dischi, a frugare tra i vinili ed i cd...ormai in periodo di penuria economica ne compro davvero molti meno...ma è un godimento indescrivibile riuscire a trovare quel qualcosa che cercavo da tempo. Il trucco in un negozio di usato ad esempio, sta nel non cercare mai nulla di specifico, ma aprirsi al nuovo che ti si para davanti...così da stupirsi e farsi stupire. Insomma, credo che valga lo stesso che per le relazioni, come al solito...(SGRUNT)...
E poi l'altra sera ricordavo quante compilation ho fatto nella mia vita, prima in cassetta e poi in cd...a volte disegnate e colorate appositamente per la persona amata...un susseguirsi musicale che aveva sempre un senso emozionale...per me..a volte un po' didascalico per chi lo riceveva in dono. E poi ci sono canzoni che rimarranno indissolubilmente legate solo a determinate persone...un giorno quando sarò più libera le menzionerò tutte...


ps: bella la foto di patti, eh?

 

martedì 23 giugno 2009

Travelling The Face Of The Globe

 

Ecco il dischetto del giorno..l'ho ascoltato senza tregua...immersa in quest'atmosfera pop-klemzer...Ho amato gli Oi Va Voi per lo splendido "Laughter Through Tears" e speravo che si ripetessero e mi stupissero con qualcosa di nuovo.. e direi che la commistione di tradizione e modernità in quest'album è perfettamente riuscita..

 

mercoledì 20 maggio 2009

il dischetto del giorno

 
St. Vincent - Actor - 2009

 
I pezzi di questo disco sembrano uscire da un mondo fatato..Ogni brano potrebbe essere il commento sonoro di un film (Il Mago di Oz viene citato in Marrow)..spiazzante e sorprendente..Anne Clark viene da anni di gavetta, come ex-Polyphonic Spree e Sufjan Stevens band, e questo è il secondo album..
 
"Testi di amore (spesso tradito, e non privi di un certo livore) ben si addicono al monologo interiore di Annie, che si immedesima in una versione fatata di sé, imprigionata in un angolo remoto dell’Io, tra memorie e sensazioni."
(Lorenzo Righetto dal sito di indie-rock)
 
"Ambizioni da musical psichedelico, atmosfere elfmaniane/disneyane, fastosi arrangiamenti per fiati e archi che omaggiano Stravinsky, solide basi elettroniche e un filo conduttore nei testi che sembra rimandare a una sorta di concept simbolico e impressionista sulle frustrazioni della donna americana, qualcosa d’incerto fra Sylvia Plath e la “Desperate Housewife”. E le ambizioni trovano un immediato riscontro sul piano della scrittura: tutto in “Actor” è non solo arioso, maestoso, luminoso, ma anche agile, spiazzante, orecchiabile, testimone di un fragile equilibrio, sintomo di uno stato di grazia che rilancia il suo potere ipnotico ogni volta che sei sul punto di ridestarti."
(Simone Coacci dal sito di ondarock)

martedì 19 maggio 2009

il caro andrea uccello

 

 
Andrew Bird non si è risparmiato ieri sera al Musicdrome..si è presentato da solo sul palco..chitarra, fischio, stratificazioni di loop del suo violino, mettendo in scena riarrangiamenti e variazioni spesso sostanziali delle versioni dei brani su disco. Devo tuttavia osservare che mentre ho trovato abbastanza gradevole la prima parte, con l'andare del tempo, la mancanza di un gruppo alle spalle, oltre ad un certo compiacimento per il proprio modo di fare musica, ha decisamente fatto salire in me la noia..
Per gli amanti del genere e cioè cantautorato indie americano consiglio comunque tre album:
 
The Mysterious Production Of Eggs - 2005

 
Armchair Apocrypha - 2007

 
Noble Beast - 2009