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domenica 14 novembre 2010

ricordati che devi morire (part 2)

 
Bisogna considerare che ogni anno muoiono miliardi di persone e molte di esse vengono sepolte in bare che possono essere altamente contaminanti; è vero, nella maggior parte dei casi sono di legno, però esistono anche casse di zinco, per esempio, senza contare le parti supplementari. Così che non deve sorprendere che già da qualche tempo si sia cominciato a pensare ad idee alternative. La più conosciuta in Spagna è quella dell’impiego di gusci di mandorle, ma ne stanno nascendo di nuove.


In Danimarca la svolta è arrivata grazie all’idea di un disegnatore che ha vinto il premio FYN 2010 con il DanCof Bendt Stov, il creatore,ha scelto il nome DanCof per la sua invenzione perchè è l’acronimo delle iniziali di Danimarca, il suo paese e di coffin, feretro in inglese. L’invenzione consiste in un nuovo sarcofago fabbricato con pasta di carta riciclata.

La polpa s’indurisce a sufficienza per sopportare il contenuto, con il vantaggio d’essere interamente biodegradabile a breve termine. Ma ci sono altri vantaggi: queste bare pesano solo sei kg, rispetto ai venti o trenta delle casse funerarie comuni, senza contare il peso del cadavere. Sopporta acqua ed umidità tutto il tempo necessario a portare a termine i riti funerari e la sepoltura. Non ha bisogno di cerniere metalliche (usa ventose a pressione) e può essere facilmente trasportato dal luogo di fabbricazione (oggi non è abituale il trasporto di bare).

Com’è facile da supporre, il DanCof è perfetto per l’incinerazione ed esiste inoltre una presentazione come urna per le ceneri. Quello delle urne è un capitolo a parte perchè si può addirittura scegliere il colore o la forma ( in Scandinavia di solito sono rettangolari) e con i suppellettili adatti ad ogni religione, credo o ideologia: si nomina, infatti, una croce per i cattolici, un’ancora per i marinai, la croce ed il martello per i comunisti.

Sembra uno scherzo di umore nero, ma non lo è. O magari sì, visto lo slogan: The green way to Heaven (il Cammino verde al Cielo). La nostra proposta: che si venda nei supermercati.

(Jorge Alvarez, La Brújula Verde, 8/11/2010)

 

domenica 18 luglio 2010

ricordati che devi morire

 

Insomma...già fa parecchio caldo, e poi c'è la crisi, la gente ha paura a spendere...e ti ritrovi, mentre sei ferma al semaforo in macchina, questo cartellone veramente enorme, a ricordarti anche il tuo senso di precarietà esistenziale...


Quest'altro invece l'ho trovato nella zona del pavese... mi sembra chiaro che è meglio non scendere al di sotto di questa cifra...

 

mercoledì 3 giugno 2009

la morte

 
Vorrei dire due o tre cose su quello che ho capito e imparato dalla morte in questi giorni..senza essere troppo pesante con chi legge questo post nè con me stessa:
 

 
Contrariamente a quanto possa sembrare, non è una carta negativa. Essa indica piuttosto la morte materiale, seguita da una rinascita spirituale. E' quindi sinonimo di nuova vita, di un grande cambiamento.
 
"Un po’ tutti dovremmo prendere l’abitudine
di pensare ogni tanto alla morte
per non avere paura della vita”.

(Elisabeth Kubler Ross)

 
La sapete quella di quelle due vecchie signore in villeggiatura, sui monti Catskills, e una dice: “Mamma, come si mangia male in questo posto!” “Oh, sì, il vitto è uno schifo”, dice l’altra, “e oltretutto ti danno porzioni così piccole!” Beh, questo è essenzialmente quello che io provo nei riguardi della vita: piena di solitudine e squallore, di guai, di dolori, di infelicità… e disgraziatamente dura troppo poco.

(Woody Allen in Annie Hall)

 

martedì 10 febbraio 2009

Eluana è morta, Eluana ora vive

Ha preso tutti in contropiede e se n’è andata con un sussulto di dignità, quasi volesse scappare prima che gli avvoltoi del senato, comandati a bacchetta dal loro padrone, decidessero di condannarla all’ergastolo in uno stato di vita che vita non è, perché non umana. Se n’è andata, lontana da suo padre e da sua madre, quasi volesse risparmiargli l’ultima goccia di fiele che essi sorseggiano da diciassette anni. Se n’è andata, approvando le scelte della sua famiglia, l’unica che in questa tragedia fu ed è scevra di interessi e la sola che può vantare gratuità e amore senza ricompensa. Se n’è andata quasi a smentire un pusillanime che non ha esitato a sfregiare la vita e la morte, il Diritto e lo Stato per trarre vantaggi e benefici per sé e la sua bulimia di potere. Se n’è andata per non essere complice del sigillo diabolico tra pagani e devoti, scribi e farisei, che aggiungono pesi sulle spalle degli altri, senza mai muovere un dito per aiutare a portarli.[...]

Chi ha ballato sulla sua tomba prima ancora che morisse ha avuto anche l’impudenza di gridare “assassino” e “boia” al mite babbo, l’unico che l’ha amata senza riserve, con il coraggio di lasciarsi generare dalla figlia che lui aveva generato e anche perduto. Finalmente ora può restituirla alla dignità della morte che è l’unico modo per ridarle la vita. Nel turbinio di questo mondo pazzo e folle, Eluana, si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca; come agnello condotta al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori, e non aprì la sua bocca. Eluana è morta. Silenzio. Sipario.

Estratto da Micromega online di don Paolo Farinella